Dbrs conferma rating Italia, ma sottolinea: “improbabile che il governo arrivi a fine mandato”

18 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Una buona notizia per l’economia italiana. L’agenzia canadese Dbrs ha confermato il rating BBB per l’Italia, con trend stabile. Nel comunicato, arrivato dopo le 22 italiane di venerdì 15 novembre, l’agenzia di rating riconosce “i progressi delle banche italiane nel migliorare la qualità del credito”, dall’altro giudica positivamente “la moderata strategia di bilancio del governo per i mitigare i rischi alla sostenibilità del debito”.
Si tratta delle stesse parole scritte già a luglio, quando ancora c’era il Governo Giallo-Verde. A fare da contraltare, però, c’è “l’elevato livello di incertezza politica e l’economia stagnante”.

…il quadro non è tuttavia sgombro da nubi

Analizzando la situazione politica attuale in Italia, l’agenzia ritiene “improbabile che l’attuale governo serva l’intero mandato fino al 2023”.

“La decisione della Lega di ritirarsi dal governo ad agosto ha spianato la strada a una maggioranza inaspettata, che ha evitato le elezioni anticipate, con l’obiettivo di annullare il già imposto aumento dell’Iva nel 2020 e prevenire un governo di destra”.
Lo scrive l’agenzia di rating Dbrs nelle considerazioni in cui spiega la decisione di confermare il rating dell’Italia a BBB. “Tuttavia – scrive ancora Dbrs – finora ci sono poche prove di una discontinuità materiale con il governo precedente per quanto riguarda l’attuazione delle riforme strutturali, e rimangono delle sfide dato che le prospettive di bilancio rimangono complesse. È improbabile che l’attuale governo durerà fino al 2023, ma le elezioni presidenziali nel 2022 insieme al forte vantaggio della Lega nei sondaggi potrebbero rappresentare due importanti disincentivi che impediscono ai partiti al potere di far cadere il governo”.

Alert su debito pubblico

Il debito pubblico “molto alto rende l’Italia vulnerabile a shock” precisa l’agenzia, valutando “positivamente” l’impegno del governo ad andare avanti con il risanamento dei conti e la riduzione del cuneo fiscale che, anche se modesta, può rappresentare un primo passo verso una riforma più ampia delle tasse.
A certificare il calo del debito pubblico a 2,439,2 miliardi di euro a settembre è Bankitalia. Si tratta 23,5 miliardi in meno rispetto al mese precedente quando già era sceso di un paio di miliardi.

Per quanto meno nota di Standard & Poor’s e Moody’s, l’agenzia Dbrs è molto importante in quanto è una delle quattro agenzie di rating prese come riferimento dalla Bce quando compra titoli di Stato. .