Guerra dazi, documento Ue paventa fine del Wto

25 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Il mondo va verso la fine del libero mercato, verso “un ambiente commerciale nel quale le regole sono fatte rispettare solo quando conviene e dove la forza prende il posto delle regole alla base delle relazioni commerciali”: è quanto si legge in un memo dell’Unione europea circolato fra i governi e ottenuto da Bloomberg.

Lo scenario temuto in Europa è che la svolta protezionista innescata da Donald Trump possa far tramontare il sistema imperniato sul Wto e basato su regole la cui validità, almeno sulla carta, prescinde dal peso specifico degli attori.

Se i timori si concretizzassero quello che aspetta l’economia internazionale sarebbe un inasprimento delle condizioni del libero commercio, ostacolato da dazi che potrebbero farsi ancora più frequenti. Un cambio di paradigma, o comunque una retromarcia in uno degli aspetti fondamentali della globalizzazione.

Secondo James Barty, head of global cross-asset and European equity strategy presso BofA, che cita dati Fmi, l’innalzamento del 10% dei prezzi alle importazioni in Usa, Ue e Cina comporterebbe una caduta del Pil del 2-3% in tutte e tre le regioni, senza contare degli effetti sulle catene dell’offerta.

“Nel nostro scenario peggiore gli economisti parlano di un’economia globale in recessione”, ha scritto Barty in una nota, “chiaramente nessuno lo vuole, ma quando alcuni (Navarro e Ross per esempio) parlano di vincere le guerre commerciali il rischio è che le cose possano uscire fuori controllo” sul serio.

Dopo i dazi su alluminio e acciaio, del 25% e 10%, Trump ha minacciato l’imposizione di nuovi dazi sulle auto europee del 20% (in risposta ai contro-dazi annunciati dall’Ue). In vista di questa escalation sono tre i rischi individuati nella bozza comunitaria citata da Bloomberg:

  •  Lacune nel regolamento del commercio globale “che portano a distorsioni, molte delle quali associate a politiche e pratiche non di mercato nelle principali nazioni, di fronte alle quali il Wto non sembra in grado di rispondere adeguatamente”
  • Aggressive azioni unilaterali da parte degli Stati Uniti contro gli alleati e i nemici con dazi punitivi
  • La decisione degli Stati Uniti di bloccare le nomine di membri dell’Organo di appello dell’Organizzazione mondiale del commercio che funge da arbitro finale nelle controversie commerciali.