Governo, totoministri: chi nominerà Mattarella

22 Maggio 2018, di Alberto Battaglia

Mentre è ormai confermato il nome di Giuseppe Conte come presidente del Consiglio indicato da Lega e Cinque Stelle, restano i dubbi sulla possibile lista dei ministri che verrebbe sottoposta al Colle.

Nel “gioco” del totoministri, alcune figure sembrano decisamente delineate, a partire dai ruoli chi i due capi politici avrebbero avocato a sé. Matteo Salvini ha già chiarito che la sua scelta andrebbe sul ministero dell’Interno, che metterebbe il leader leghista a diretto contatto con le battaglie storiche sulla sicurezza e sull’immigrazione. Mossa speculare per Luigi Di Maio, al quale dovrebbe andare il ministero del Lavoro, cuore pulsante delle bandiere elettorali dei pentastellati, dal reddito di cittadinanza alla possibile revisione del Jobs Act e della riforma pensionistica Fornero.

Fonti di Lega e M5S, poi, hanno rivelato di essere concordi sul nome dell’economista Paolo Savona per il dicastero di Via XX settembre; i dubbi in questo caso potrebbero provenire da parte di Sergio Mattarella, che potrebbe ostacolare la nomina di un ministro apertamente euroscettico, nonostante la sua indubbia esperienza politica e accademica.

Nella girandola del totoministri, il M5s dovrebbe aggiudicarsi il ministero della Difesa, con Riccardo Fraccaro, e probabilmente anche la Giustizia con Alfonso Bonafede.

La Lega, dal canto suo, avrebbe proposto Nicola Molteni per il ministero delle Politiche Agricole e Giancarlo Giorgetti come sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Altri dicasteri chiave, come gli Esteri, andrebbero a figure terze come il diplomatico Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri, già Segretario generale della Farnesina e membro della Commissione Trilaterale (elitario think tank ed osservatorio di politica estera ritenuto vicino all’establishment atlantista).

Per la Cultura il nome che circola è quello di Vincenzo Spadafora, già parte della squadra del ministero quando era diretto dal Francesco Rutelli; all’ambiente andrebbe il generale dei carabinieri che guidò in Campania l’inchiesta sulla “Terra dei fuochi”, Sergio Costa.

Andrebbe a un tecnico anche il ministero della Salute, con la figura di Armando Bartolazzi, su proposta del M5s; Bartolazzi, anatomopatologo del S. Andrea di Roma, sul tema dei vaccini aveva dichiarato di essere a favore di campagne di informazione, lasciando intendere di non ritenere strettamente necessari alcuni degli obblighi vaccinali decretati dall’ultimo governo.