Economia

Bundesbank, attacco frontale a Bce e Commissione Ue

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Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è finito nel mirino della Bundesbank per le sue dichiarazioni pro crescita e di superamento delle politiche di austerity. Nel suo ultimo report su inflazione e tassi di interesse, il governatore della banca centrale tedesca Jens Weidmann ha sferrato un attacco frontale all’esecutivo europeo, quando dice “la mia impressione è che la Commissione abbia rinunciato a far rispettare le regole del Patto di Stabilità e Crescita”.

L’agenda della Germania per la presidenza del G20, preannuncia Weidmann, si concentrerà sulla messa a punto di misure preposte a rendere più resistenti le economie. “I governatori delle banche centrali e i ministri delle Finanze dovranno lavorare sui princìpi volti ad assicurare che i futuri trend di crescita siano più veloci della ripresa economica attuale”.

Weidmann ne ha anche per la Bce di Mario Draghi. Fissare target di inflazione più bassi aumenta le probabilità di colpire la parte bassa della curva dei rendimenti dei tassi. Le banche centrali finiranno più spesso in una situazione nella quale è difficile allentare le condizioni finanziarie ulteriormente. A quel punto verranno introdotte misure non convenzionali. In quanto a rapporto tra premi e rischi, “le misure eterodosse di allentamento monetario, tuttavia, provocano effetti collaterali”.

“Questi effetti collaterali colpiscono il settore bancario, per esempio”, si legge nel rapporto intitolato “Inflazione e tassi di interesse: ciò che scende prima o poi deve salire?“. “Gli strumenti che hanno come obiettivo quello di mantenere bassi i tassi di interesse a lungo termine portano a un appiattimento della curva dei rendimenti. Ciò rende prendere prestito a breve e prestare a lungo termine meno redditizio”.

Secondo lui le forze tradizionali che spingono l’inflazione al rialzo e che l’hanno spinta in passato “non se ne sono andate”, sono solo “nascoste dietro a elementi transitori”. E “alterare la definizione di stabilità dei  prezzi in risposta alle sfide del momento non è la risposta”.