Brexit, rispunta compromesso di Malthouse: deal senza backstop

27 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Viene considerato l’unico piano in grado di mettere d’accordo le varie sponde della Camera dei Comuni, dall’Opposizione fino agli irriducibili della Hard Brexit. Si tratta del compromesso di Malthouse, una sorta di Withdrawal Agreement ma senza il backstop irlandese. Il problema è che alle condizioni attuali, l’Unione Europea non accetterà mai un simile schema e gli unionisti che lo appoggiano ne sono certamente consapevoli.

Tra le tante iniziative presentate dal Parlamento oggi, che con un golpe ha strappato a Theresa May e al governo il potere decisionale sulla Brexit, l’opzione a cui voteranno si i dieci deputati del partito di destra nordirlandese è quella del piano A relativa al compromesso di Malthouse.

Lo ha annunciato ai media il leader del DUP Nigel Dodds (nella foto). Al posto della rete di protezione al confine tra le due Irlande, che eviterebbe una frontiera “fisica” tra i due paesi, bisognerebbe trovare disposizioni alternative. Va ricordato che le decisioni odierne dell’aula sulle iniziative sono importanti sotto il profilo politico, ma non hanno carattere vincolante. Gli otto emendamenti approvati sottoposti al giudizio dell’aula sono riportati nell’immagine qui sotto.

Ci sono il no deal e anche la revoca dell’articolo 50, mentre non figura l’ipotesi del compromesso di Malthouse, che verrebbe negoziata invece dietro le quinte. In genere le opzioni più problematiche sono state evitate, ma alcune proposte non fanno nulla per risolvere due dei problemi più grossi, come quello del backstop o quello legato alle conseguenze del fallito accordo.

Con il compromesso di Malthouse il risultato del referendum di giugno 2016 viene riconosciuto dalla Camera che propone di farlo sulla base della bozza del Withdrawal Agreement. Il piano garantisce il rispetto dei diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito e definisce i vari impegni finanziari concordati. Ma viene sostituito il backstop con una soluzione alternativa sulla base delle procedure doganali esistenti e le regole Ue per assicurare l’assenza di una frontiera “dura” al confine irlandese proteggendo allo stesso tempo l’integrità del mercato interno Ue e l’integrità territoriale britannica.

Compromesso di Malthouse: “no deal dei fuori di testa”

Va specificato che un emendamento che promuoveva un piano simile è stato bocciato in precedenza a Westminster. Inoltre il piano non è visto di buon occhio tra le file dell’UE. Un funzionario europeo di alto profilo avrebbe confidato al Guardian che il compromesso di Malthouse è un po’ come “il no deal dei fuori di testa”. Per capire la gravità delle parole, basti pensare che l’eventualità del no deal viene ritenuta dalla maggioranza di banche, analisti e commentatori lo scenario più disastroso per l’economia.

Finalmente in serata si saprà quale tipologia di Brexit vuole il Parlamento britannico. La prospettiva di vedere superate le incertezze degli ultimi due anni e mezzo piace ai mercati, con le Borse in Europa che sono o in stand-by o leggermente positive. Come ha sottolineato un analista di Deutsche Bank, i deputati tenteranno di sbloccare l’impasse in quello che sarà “la più importante procedura legislativa per il Regno Unito da un paio di generazioni” a questa parte.

L’esito delle votazioni si conoscerà non prima delle 21:30, da cui in tutti i modo non uscirà un’alternativa chiara già pronta alla proposta di May. Perché questo avvenga, la Camera dei Comuni dovrebbe indire un’altra sessione di votazioni, la prima delle quali si potrebbe svolgere a partire dalla prossima settimana. In pratica, si svolgerà una serie di turni a eliminazione diretta da cui emergerà il chiaro vincitore.

Torneo a eliminazione per stabilire proposta vincitrice

È il presidente della Camera dei Comuni John Bercow ad aver determinato quali alternative verranno votate dall’aula di Westminster in giornata. Il voto finale è previsto alle 20 italiane. Il tempo intanto stringe, con il Regno Unito che se ne deve andare dall’Unione Europea in meno di tre settimane. Bruxelles ha già chiarito che non approverà una nuova proroga della Brexit a meno che il deal di May non passi lo scoglio del parlamento.

La premier Theresa May intanto ha fatto sapere che nonostante le due bocciature di gennaio e marzo sottoporrà al giudizio dell’aula il suo deal per una terza volta. Il governo spera che se l’aula vota a favore di una alternativa più soft al suo accordo, gli irriducibili della linea dura sulla Brexit finiranno per preferire il suo piano. Bercow ha ribadito quanto aveva detto una settimana fa invocando una legge di 400 anni fa: si voterà sul piano May giovedì o venerdì della prossima settimana soltanto se ci sarà “un cambiamento significativo della mozione“.

Il leader del gruppo dei conservatori dissidenti European Research Group (ERG), Jacon Rees-Mogg ha fatto una piccola apertura alla possibilità di votare il Withdrawal Agreement. Il sì potrebbe costare caro alla leader dei Tories: in cambio pare infatti che i ribelli abbiano chiesto le dimissioni di May.

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