Borse traballano: vertice dazi Trump Xi rimandato a non prima di fine aprile

14 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Le Borse europee e l’azionario americano stornano per via delle ultime notizie dal fronte commerciale. Il vertice tra i leader di Cina e Stati Uniti è stato rimandato ad almeno aprile. I listini azionari sono scivolati ai minimi di giornata a causa della delusione di chi sperava ormai in un’intesa (vedi grafico sull’andamento dei futures Usa).

Negli ultimi giorni la Casa Bianca aveva fatto capire che una decisione sulla guerra commerciale con la Cina era imminente. Ma l’incontro che doveva tenersi tra Donald Trump e Xi Jinping per firmare un’intesa e mettere fine alla lunga e accesa disputa dei dazi non si terrà questo mese. Il vertice slitta così a non prima di fine aprile.

Nonostante le dichiarazioni da entrambe le parti circa i progressi compiuti nelle trattative, il summit tra i due presidenti al resort di Mar-a-Lago di Trump non è nemmeno più detto che si tenga. Lo ha riferito una fonte a Bloomberg. La Cina vorrebbe che si trattasse di una visita statale ufficiale e non soltanto un incontro di basso profilo per firmare un accordo commerciale.

Dazi: mercato non sconta fallimento dei negoziati

Stando alle indiscrezioni stampa lo staff di Xi Jinping ha smesso di pianificare il volo in Usa che avrebbe dovuto seguire il viaggio in Europa previsto per fine mese. Anche se il mercato ha scelto di ignorare i segnali pessimisti, c’erano degli elementi che facevano pensare a una possibile impasse nelle trattative.

Questa settimana il rappresenta del Commercio Usa Robert Lighthizer aveva smorzato gli entusiasmi. Lighthizer aveva sottolineato che c’erano ancora “questioni importanti” da risolvere nei negoziati. In alcuni punti delicati come quello della proprietà intellettuale restano divisioni tra le due prime potenze economiche al mondo.

Anche lo stesso Trump ha cambiato i toni nelle ultime uscite pubbliche. In un primo momento sembrava avesse fretta di firmare un accordo prima di marzo, ora sembra che le cose siano cambiate. Lo stesso leader Usa ha riconosciuto che Pechino fa bene a temere la possibilità che si rifiuti di firmare un accordo. Forse proprio per questa ragione il summit è stato posticipato. Non verrà organizzato soltanto quando sarà finalmente raggiunta un’intesa definitiva.

“Potremmo fare in entrambi i modi”, ha spiegato ieri Trump alla stampa alla Casa Bianca. “Possiamo trovare un accordo completo e firmarlo, oppure possiamo ottenere un’intesa quasi pronta e poi negoziare gli ultimi dettagli. Preferisco quest’ultima opzione, ma non ha molta importanza”.

Tenuto conto dei rally della Borsa americana dal 24 dicembre, principalmente dovuto all’ottimismo sulla fine della guerra dei dazi sino americana, un qualsiasi segnale di fallimento delle trattative rischia di schiacciare l’S&P 500. Non è scontato nei prezzi di mercato.