Borsa Milano in rosso. Male Mps, si temono ispezioni sulle banche

9 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Fallito il tentativo di recupero, Borsa Milano ha chiuso in rosso in area 21.500 punti. Tornano le vendite sulle banche, all’indomani delle indiscrezioni de Il Sole 24 Ore, secondo cui a partire dal 2016 partiranno in via congiunta nuove ispezioni da parte della Bce e di Bankitalia sulle operazioni di aumenti di capitale varate dalle banche popolari. Gli investitori temono che le indagini possano andare oltre il settore delle banche popolari. Vittima illustre si conferma ancora Mps, dopo il tonfo superiore a -5% della sessione di ieri.

Focus sul dato relativo alla bilancia commerciale della Germania, che sciocca i mercati. Sia le importazioni che le esportazioni tedesche sono infatti scese nel mese di ottobre, con l’import -3,4% su base mensile (contro le stime di una flessione -1) e l’export -1,2% (rispetto alle previsioni -0,6%).

Sul mercato delle materie prime, il petrolio rimane osservato speciale. I futures sul petrolio a New York ieri hanno bucato al ribasso anche la soglia di $37, ai minimi dal 2009. Trend negativo anche per le quotazioni del Brent, che sono scese sotto la soglia di $40 al barile, anche in questo caso per la prima volta dagli anni dell’ultima crisi finanziaria globale.  Oggi recupero dei prezzi.

In attesa della decisione sui tassi della Federal Reserve – che sarà annunciata al termine del meeting del Fomc, il prossimo 16 dicembre – il cambio euro/dollaro si attesta al di sopra della soglia a $1,09. Focus sulle parole rilasciate oggi dall’esponente del Consiglio direttivo della Bce, Edwald Nowotny che, riferendosi alla delusione dei mercati per i mancati annunci della Bce , ha negato qualsiasi responsabilità dell’istituto, lasciando intendere che la colpa è stata dei mercati stessi, che hanno frainteso le dichiarazioni della banca centrale.

Nel grafico il trend dell’euro dal meeting della Bce.

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Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 20159:03

Focus sui titoli bancari di Piazza Affari, dopo i forti sell off di ieri e i minimi storici testati da Mps e Carige. In generale i titoli bancari di Piazza Affari sono stati condizionati da alcune indiscrezioni del Sole 24 Ore, secondo cui a inizio 2016 sia la Bce che Bankitalia, in modo congiunto, lanceranno un nuovo round di ispezioni, che avranno per oggetto le operazioni di aumento di capitale che le banche popolari hanno avviato nel corso del 2014. Verifiche supplementari si focalizzeranno su BP (-3,03%), Ubi Banca (-3,67%), Bpm (-2,65%), Popolare di Sondrio e Bper (-3,14%).

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 20159:07

Alert deflazione in Cina, con l’indice dei prezzi alla produzione che continua a scendere. A novembre, calo per il 45esimo mese consecutivo, pari  -5,9% su base annua, il più forte dalla crisi del 2009. 

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 20159:10

I dati macro poco confortanti arrivati dalla Cina hanno portato la Banca centrale del paese, la People’s Bank of China, a svalutare di nuovo lo yuan, ai minimi dell’agosto del 2011. Il mid-point dello yuan è stato fissato a 6,414 per dollaro, contro il 6,4078 di ieri. Da segnalare che la banca centrale permette al tasso spot dello yuan di oscillare sia al rialzo che al ribasso con una variazione del 2% nei confronti del dollaro, rispetto al tasso fisso di cambio. 

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 20159:49

In recupero i prezzi del petrolio, dopo i forti smobilizzi di ieri, I futures sul petrolio scambiati a New York salgono +1,6% circa tornando sopra i $38, a $38,12 al barile (ieri avevano tuttavia bucato anche la soglia di $37. Rimane il nervosismo sui mercati, con Lukman Otunuga, analista di FXTM Research Analyst, che afferma che i prezzi potrebbero nuovamente scendere. “La decisione dell’Opec di lasciare i livelli di produzione invariati ha lasciato un danno e, con il sentiment degli investitori che rimane debole, c’è spazio per il contratto WTI per scendere a livelli estremamente bassi, come quelli che non si sono visti dall’inizio del 2009, quando i prezzi raggiunsero quota $35”Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 20159:58

La crescita delle esportazioni della Germania continua a rallentare il passo. Tuttavia, il surplus della bilancia commerciale ha testato un nuovo record, visto che le importazioni (-3,4%) sono scese più velocemente delle esportazioni (-1,2%).  A ottobre, il surplus è stato così superiore a 20 miliardi di euro, a un nuovo record. Nell’interpretare il dato Carsten Brzeski, economista di ING, sottolinea che l’economia tedesca “sta rallentando, ma non crollando” e più che altro sta subendo l’impatto del rallentamento economico della Russia e della Cina. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201510:04

Nessuna ripresa per il titolo Anglo American scambiato sulla Borsa di Londra, che testa nuovi minimi, dopo aver perso alla vigilia -12%, dopo aver annunciato sia la sospensione del dividendo che il taglio di 85.000 posti di lavoro. Le quotazioni sono in calo di quasi -6%. Recuperano invece Rio Tinto – che ieri aveva testato il valore più basso dal 2009 – e BHP Billiton – dopo aver testato il minimo in 10 anni. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201511:54

Piazza Affari vira in territorio negativo. Alle 11.50 ora italiana, l’indice Ftse Mib cede -0,32% a 21.468,15 punti. Ancora sotto pressione i titoli bancari, dopo la notizia riportata ieri dal Sole 24 Ore di una imminente indagine congiunta tra la Bce e Bankitalia sulle operazioni di aumento di capitale avviate dalle banche popolari. Bper -1,88%, BPM -2,11%, BP -1,12%. Sotto pressione anche le altre banche, come Mps -1,42%.

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201512:09

Tra altri titoli sotto pressione, Mediaset -2,73%. Saipem beneficia invece del recupero dei prezzi del petrolio salendo +1,08%, bene anche i titoli del lusso Ferragamo +1,49% e Tod’S +1,07%. A New York, i prezzi del petrolio +1,17% a $37,95, mentre il Brent sale +0,92% a $40,63. Oro +0,37% a 1.078,92. Sul mercato valutario euro/dollaro +0,35% a $1,0930. Dollaro/yen -0,22% a JPY 122,66. Euro/yen +0,14% a JPY 134,09. Euro/sterlina invariato a GBP 0,7257. Euro/franco svizzero +0,19% a CHF 1,0830. 

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201512:12

Altro grafico che mostra lo yuan, che scende al minimo in quattro anni, dopo la svalutazione operata dalla Banca centrale della Cina, la People’s Bank of China. Da quando lo scorso 11 agosto l’istituto ha scioccato i mercati con una maxi svalutazione – con un taglio -1,86% – la valuta è scivolata -3,3%. 

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201512:16

Torna il sell off della materie prime a livello globale, dopo il bagno di sangue della vigilia, in cui il settore, misurato dall’indice Bloomberg World Mining – di cui fanno parte le 80 principali società minerarie – ha ceduto quasi -4%, riportando il crollo giornaliero peggiore in più di tre mesi. Proseguono gli smobilizzi di Anglo American che, dopo il -12% di ieri, cede -14%. Il Bloomberg Commodity Index – che monitora la performance di 22 materie prime – è in ripresa da ieri, quando ha segnato la chiusura minima in 16 anni. 

Daniele Chicca 9 Dicembre 201515:20

Nel grafico qui sotto si vede bene cosa succede ai trasporti delle navi da cargo quanto l’offerta è sovvraccarica e la domanda si indebolisce.

Sicuramente negli ultimi mesi qualcosa di negativo è successo in termini di domanda.

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201516:27

Sotto pressione l’azionario della Grecia, con l’indice di Atene che cede fino a -2%, testando durante le contrattazioni il livello minimo in più di tre anni. 

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201516:33

Volkswagen ha reso noto che il numero dei veicoli coinvolti nel problema delle emissioni è inferiore rispetto a quanto inizialmente stimato, In tutto le macchine interessate sarebbero 36.000 contro le 800.000 annunciate lo scorso mese. Positiva la reazione del titolo Volkswagen, che ha segnato un balzo fino a +4,5%.

In origine, allo scoppiare dello scandalo, il colosso automobilistico tedesco aveva parlato di un accantonamento di 2 miliardi di euro per far fronte alle perdite. L’annuncio di oggi suggerisce che l’impatto sui propri conti potrebbe essere significativamente minore. Tuttavia, il messaggio di Volkswagen non è del tutto chiaro, in quanto si riferisce alle emissioni di CO2, problema separato rispetto a quello del vero scandalo, che ha portato alla scoperta dell’utilizzo di un software, da parte dell’azienda, per non riportare i veri valori relativi alle emissioni. VS share price

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201516:36

Il tonfo delle quotazioni del colosso minerario Anglo American continua a zavorrare la borsa di Londra, il cui indice benchmark Ftse 100 testa il minimo in tre settimane, esattamente dallo scorso 16 novembre. Anglo American cede oltre -8%, ma perdono anche Fresnillo -6% e Antofagasta -2%. Anglo American, che ieri ha perso -12% – è in calo -91% dai massimi testati all’inizio del 2008, prima della crisi finanziaria globale. VS share price

Daniele Chicca 9 Dicembre 201517:21

I prezzi del greggio stanno risalendo la china sui mercati. I future sul Brent hanno reagito agli ultimi dati macro con un rialzo dell’1,79% a quota $40,98 al barile. Nonostante il calo delle scorte di petrolio settimanali riportato negli Stati Uniti, l’offerta è su livelli ancora molto alti, molto al di sopra dei livelli dell’anno scorso.

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Daniele Chicca 9 Dicembre 201517:23

I prezzi del greggio stanno risalendo la china sui mercati. I future sul Brent hanno reagito agli ultimi dati macro con un rialzo dell’1,79% a quota $40,98 al barile. Nonostante il calo delle scorte di petrolio settimanali riportato negli Stati Uniti, tuttavia, l’offerta è su livelli ancora molto alti, molto al di sopra dei livelli dell’anno scorso.

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Daniele Chicca 9 Dicembre 201517:54

Al termine di una seduta sull’ottovolante, il listino italiano Ftse MIB ha chiuso in calo dello 0,17% a quota 21.500,88 punti. Tra le banche, vendute Pop Milano e MPS. Male anche Mediaset, Campari e Telecom Italia. In controtendenza tutte le big dell’energia, come Saipem, Eni ed Enel, favorite dal rimbalzo dei prezzi del petrolio

Gli acquisti della materia prima sono iniziati grazie alle notizie giunte dal calendario macro, con la pubblicazione delle scorte di greggio settimanali Usa che sono scese. È presto per tirare un sospiro di sollievo per le aziende petrolifere: nonostante i cali l’offerta è però su livelli ancora decisamente superiori a quella dell’anno scorso. E le quotazioni scambiate al mercato londinese del Brent viaggiano comunque ancora intorno ai 40 dollari al barile, considerato break even per molti gruppi del settore. 

Daniele Chicca 9 Dicembre 201517:54

Al termine di una seduta sull’ottovolante, il listino italiano Ftse MIB ha chiuso in calo dello 0,17% a quota 21.500,88 punti. Tra le banche, vendute Pop Milano e MPS. Male anche Mediaset, Campari e Telecom Italia. In controtendenza tutte le big dell’energia, come Saipem, Eni ed Enel, favorite dal rimbalzo dei prezzi del petrolio. L’Eurostoxx 50 ha fatto segnare un -0,42%.

Gli acquisti della materia prima sono iniziati grazie alle notizie giunte dal calendario macro, con la pubblicazione delle scorte di greggio settimanali Usa che sono scese. È presto per tirare un sospiro di sollievo per le aziende petrolifere: nonostante i cali l’offerta è però su livelli ancora decisamente superiori a quella dell’anno scorso. E le quotazioni scambiate al mercato londinese del Brent viaggiano comunque ancora intorno ai 40 dollari al barile, considerato break even per molti gruppi del settore. 

Laura Naka Antonelli 9 Dicembre 201517:56

Volkswagen ha reso noto che il numero dei veicoli coinvolti nel problema delle emissioni è inferiore rispetto a quanto inizialmente stimato, In tutto le macchine interessate sarebbero 36.000 contro le 800.000 annunciate lo scorso mese. Positiva la reazione del titolo Volkswagen, che ha segnato un balzo fino a +4,5%.

In origine, allo scoppiare dello scandalo, il colosso automobilistico tedesco aveva parlato di un accantonamento di 2 miliardi di euro per far fronte alle perdite. L’annuncio di oggi suggerisce che l’impatto sui propri conti potrebbe essere significativamente minore. Tuttavia, il messaggio di Volkswagen non è del tutto chiaro, in quanto si riferisce alle emissioni di CO2, problema separato rispetto a quello del vero scandalo, che ha portato alla scoperta dell’utilizzo di un software, da parte dell’azienda, per non riportare i veri valori relativi alle emissioni. VS share price

Daniele Chicca 9 Dicembre 201517:57

I prezzi del greggio stanno risalendo la china sui mercati, favorendo i titoli petroliferi quotati in Borsa. I future sul Brent hanno reagito agli ultimi dati macro con un rialzo dell’1,79% a quota $40,98 al barile. Nonostante il calo delle scorte di petrolio settimanali riportato negli Stati Uniti, l’offerta è su livelli ancora molto alti, molto al di sopra dei livelli dell’anno scorso.

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Daniele Chicca 9 Dicembre 201520:39

Nel resto d’Europa la Borsa di Londra ha chiuso in calo dello 0,14%. Il Dax tedesco ha perso lo 0,76%, il Cac francese lo 0,95% e l’Ibex spagnolo lo 0,02%. Atene ha ceduto addirittura il 3,8%.

Non si sono viste le vendite pesanti della vigilia, scatenate dal crollo delle materie prime, ma è stato un giorno estremamente volatile sui mercati. Il calo più marcato del previsto delle scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti ha innescato una bella rimonta dei prezzi del petrolio. Ma dopo aver analizzato attentamente e digerito le cifre, gli investitori hanno deciso che la notizia non era così buona come inizialmente si pensava, in particolare andando a vedere i dati sulla benzina distillata. 

Così le quotazioni dell’oro nero hanno di nuovo intrapreso la strada dei ribassi trascinando in rosso anche i mercati. Wall Street sta cedendo terreno (Dow Jones -0,6%) e il contratto sul Brent viaggia in flessione dell’1,5% a quota $39,62.

Daniele Chicca 9 Dicembre 201520:40

Nel resto d’Europa la Borsa di Londra ha chiuso in calo dello 0,14%. Il Dax tedesco ha perso lo 0,76%, il Cac francese lo 0,95% e l’Ibex spagnolo lo 0,02%. Atene ha ceduto addirittura il 3,8%.

Non si sono viste le vendite pesanti della vigilia, scatenate dal crollo delle materie prime, ma è stato un giorno estremamente volatile sui mercati. Il calo più marcato del previsto delle scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti ha innescato una bella rimonta dei prezzi del petrolio. Ma dopo aver analizzato attentamente e digerito le cifre, gli investitori hanno deciso che la notizia non era così buona come inizialmente si pensava, in particolare andando a vedere i dati sulle scorte di carburante distillato, che hanno evidenziato un incremento da 144,4 milioni di barili a 149,4 milioni.

Così le quotazioni dell’oro nero hanno di nuovo intrapreso la strada dei ribassi trascinando in rosso anche i mercati. Wall Street sta cedendo terreno (Dow Jones -0,6%) e il contratto sul Brent viaggia in flessione dell’1,5% a quota $39,62.