Sell su Borsa Milano, il report della Bce spaventa

19 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Azionario europeo e Borsa Milano sotto pressione. Il Ftse Mib chiude in perdita -1,19% rimanendo sotto la soglia dei 17.000 punti, a 16.909,56 punti.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio hanno subito una forte accelerazione ribassista, scivolando di nuovo sotto quota $30, con un crollo -5% circa a $29,24 a New York, e cedendo oltre -4% a $32,86 nel caso del Brent, sui rinnovati timori circa le scorte in eccesso.

Alta rimane l’attenzione sulle banche Un nuovo schiaffo alle banche europee è arrivato dallaa BCE che, stando a quanto risulta da un documento che è stato reso noto nella sessione di oggi, ha infatti ordinato ai principali istituti dell’Eurozona di aumentare i loro livelli di capitale di 0,5 punti percentuali in media, dopo aver valutato i loro rischi per un anno.

Dal report è emerso anche che cinque banche non dispongono di capitali sufficienti a centrare il target fissato. Non sono stati fatti i nomi di questi istituti, il che provoca maggiore incertezza sui mercati. In particolare, si legge che una banca ha visto il proprio capitale Tier 1 scendere in modo significativo rispetto agli obiettivi richiesti.

Molte banche, ha detto la Banca centrale guidata da Mario Draghi, stanno tuttora attraversando una fase di ripresa dalla crisi finanziaria del 2012 e “continuano a far fronte a rischi e ostacoli”.

Bancari dunque sotto pressione a Piazza Affari, anche se Mps riesce a evitare il crollo.Mps cede -1,35%, Bper oltre -6%, BPM -2,27%, BP -4,34%, Intesa SanPaolo -2,53%, Unicredit -3,75%, Ubi Banca -1,91%.

Tra i titoli di altri settori FCA -2,83%, Cnh Industrial -2,58%, Campari +1,13%, Azimut Holding -3,74%, Mediaset oltre +3%, Saipem arretra oltre -3%, così come Telecom Italia.

In generale l’indice di riferimento Stoxx 600 dell’azionario europea ha concluso la settimana con un rialzo +4,1%, il più forte su base settimanale dallo scorso ottobre. L’indice ha recuperato +7,1% dal minimo in 29 mesi, testato lo scorso 11 febbraio, quando è scivolato nella condizione di “ipervenduto”. Stando a quanto rende noto Bloomberg Capital Group, gestore deri fondi che ha asset per un valore di $1.400 miliardi, la volatilità rimarrà tuttavia elevata, causa il rallentamento dell’economia globale e l’incertezza sulle prossime manovre delle banche centrali. Lo Stoxx 600 è scambiato a un valore pari a 14,4 volte circa gli utili attesi, in calo dai 16,7 di aprile.

Gli investitori sono tornati a comprare e l’Asia ha archiviato la sua migliore settimana dell’anno.

A sostenere il mercato sono le speranze di un intervento coordinato da parte dei maggiori produttori di petrolio, membri Opec e non, per ridurre l’offerta in eccesso e le promesse delle banche centrali, Bcein primis, di nuovi stimoli monetari.

Petrolio, trivellazioni in calo del 63% ma produzione sono del -10% in Usa

L’indice Nikkei ha chiuso tuttavia la seduta odierna in calo del -1,42%. La Borsa di Tokyo ha comunque chiuso l’ottava in rialzo del 6,79%.

Sul valutario, lo yen si è rafforzato sull’euro, salendo ai massimi di quasi due anni, attorno a quota JPY 125. La moneta giapponese è salita anche sul dollaro, con il rapporto USD/JPY in calo di mezzo punto percentuale sotto JPY 113. I tassi sui bond giapponesi con scadenza a 10 anni sono scesi fino a -0,01%, scendendo sotto lo zero per la prima volta in una settimana.

L’euro durante la seduta ha bucato la soglia di $1,11, per poi riagguantarla e superarla nel finale. La sterlina ha ridotto le perdite sul dollaro a $1,43 circa.

Nei media mainstream si continua a ripetere la cantilena che la domanda è solida e la ripresa dell’economia globale continua. La realtà è ben diversa, anche per la prima economia al mondo, come evidenziano gli ultimi dati macro sul manifatturiero Usa. In particolare il calo della domanda nel settore energetico a questi livelli estremi è indice di un sistema economico in piena crisi.

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 19 Febbraio 201610:43

Partenza con il freno a mano tirato per la Borsa di Milano che è vittima della volatilità delle banche, le quali hanno già più volte cambiato direzione. Il Ftse MIB è poco variato in area 17.120 punti. 

Corre del sei percento Mediaset dopo le indiscrezioni sull’offerta di Vivendi per il servizio Premium della tv privata. Il titolo del gruppo milanese vola dopo che il Sole 24 Ore ha riportato come il negoziato sia in fase avanzata. 

Per l’azionario asiatico si chiude la migliore settimana del 2016 nonostante i cali di Tokyo e Hong Kong.

Daniele Chicca 19 Febbraio 201610:47

Flash dai mercati. Avvio con il freno a mano tirato per la Borsa di Milano che paga il nervosismo delle banche. Attualmente il Ftse MIB è poco variato in area 17.120 punti. il prezzo del petrolio è in recupero mentre il mercato attende di conoscere l’esito del Consiglio europeo sui negoziati di riforma dei trattati Ue preparatori al referendum sull’evento di Brexit.

Corre del sei percento Mediaset dopo le indiscrezioni sull’offerta di Vivendi per il servizio Premium della tv privata. Il titolo del gruppo milanese vola dopo che il Sole 24 Ore ha riportato come il negoziato sia in fase avanzata. 

Per l’azionario asiatico si chiude la migliore settimana del 2016 nonostante i cali di Tokyo e Hong Kong.

Daniele Chicca 19 Febbraio 201610:57

Il prezzo del petrolio è in lieve recupero mentre cresce l’attesa per l’esito del Consiglio europeo che discute della revisione dei trattati Ue e dei rapporti con la Gran Bretagna in vista del referendum sull’evento di Brexit di fine giugno. Il greggio lima le perdite iniziali, con il Brent che cala al momento di un frazionale 0,09% a 34,25 dollari al barile.

Daniele Chicca 19 Febbraio 201611:09

Nell’area euro i mercati obbligazionari sono in rialzo. Il rendimento del Bund decennale perde 4 punti base rispetto alla seduta di ieri, attestandosi allo 0,20%; quello del BTP scende di 3 punti base all’1,52%. Lo Spread sale di 1 punto base a quota 132.

Daniele Chicca 19 Febbraio 201611:14

Partenza con il freno a mano tirato per la Borsa di Milano che è vittima della volatilità delle banche, le quali hanno già più volte cambiato direzione. Il Ftse MIB è poco variato in area 17.120 punti. 

Pesante Saipem, mentre rimbalza MPS. Corre del sei percento Mediaset dopo le indiscrezioni sull’offerta di Vivendi per il servizio Premium della tv privata. Il titolo del gruppo milanese vola dopo che il Sole 24 Ore ha riportato come il negoziato sia in fase avanzata. 

Per l’azionario asiatico si chiude la migliore settimana del 2016 nonostante i cali di Tokyo e Hong Kong.

Daniele Chicca 19 Febbraio 201611:29

Sul valutario la sterlina potrebbe essere messa sotto pressione dai negoziati sulla riforma dei trattati Ue destinati a cambiare le relazioni tra Regno Unito e blocco a 29. Come osservano gli analisti di FxPro, il futuro incerto legato all’evento di Brexit (67% di chance di vittoria del In al referendum, ovvero che si rimanga così come siamo secondo i sondaggi) spingerà al ribasso e aumenterà la volatilità sul cambio sterlina dollaro, anche dopo la fine del summit Ue di oggi.

Sterling against the dollar so far this year.

Laura Naka Antonelli 19 Febbraio 201613:49

Prosegue la correlazione tra l’azionario e i prezzi del  petrolio. Giù i principali indici azionari europei, a fronte delle perdite che si registrano ancora sui prezzi del contratto WTI scambiato a New York e del Brent. Si rinnovano i timori sul rischio che, a dispetto della recente proposta di congelare l’offerta da parte di Russia e Arabia Saudita ai livelli di gennaio, l’eccesso di offerta di petrolio a livello globale continuerà a permanere. Il contratto WTI cede oltre -2% a $30,10, mentre il Brent è in calo -1,84% a $33,65. Londra -0,54%, Francoforte -0,96%, Parigi -0,98%, Milano ancora peggio, con il Ftse Mib che arretra oltre -1%, sotto la soglia dei 17.000 punti.

Laura Naka Antonelli 19 Febbraio 201616:15

Occhio ai movimenti sui mercati dei cambi, con l’euro sotto pressione, che scende al di sotto della soglia di $1,11. Dollaro/yen in calo -0,15% a JPY 113,07. Osservata speciale è la sterlina, che perde più di mezzo punto percentuale a $1,4255, scontando i timori sullo scenario Brexit. Sui mercati europei si mettono di nuovo in evidenza le pressioni sulle banche, con perdite superiori a -4% per Banco Santander e -3% circa per Deutsche Bank, sulla scia di nuove preoccupazioni, rinfocolate dopo che la Bce ha riferito che cinque istituti sotto la sua supervisione non sono riusciti a centrare il target sul capitale richiesto.

Laura Naka Antonelli 19 Febbraio 201617:00

Le quotazioni delle banche europee sono sotto pressione, dopo la pubblicazione di un documento, da cui emerge che la BCE ha ordinato alle banche principali dell’Eurozona di aumentare i loro livelli di capitale di 0,5 punti percentuali in media, dopo aver valutato i loro rischi per un anno.

Dal report è emerso anche che cinque banche non dispongono di capitali sufficienti a centrare il target fissato. Non sono stati fatti i nomi di questi istituti, il che provoca maggiore incertezza sui mercati.
Tra i bancari scambiati sul Ftse Mib, Unicredit -2,54% e Ubi Banca -0,78% contengono le perdite, così come anche Intesa SanPaolo -2,10%. Anche Mps cede -1,26%, senza soffrire un vero e proprio crollo. Sono invece sotto forte pressioen Bper -6,67% e Banco Popolare -4,66%, mentre BPM cede -1,52%.

Laura Naka Antonelli 19 Febbraio 201617:16

Azionario europeo sotto pressione. L’indice di riferimento Stoxx 600 si avvia comunque a concludere la settimana con un rialzo +4,1%, il più forte su base settimanale dallo scorso ottobre. L’indice ha recuperato +7,1% dal minimo in 29 mesi, testato lo scorso 11 febbraio, quando è scivolato nella condizione di “ipervenduto”. Stando a quanto rende noto Bloomberg Capital Group, gestore deri fondi che ha asset per un valore di $1.400 miliardi, ritiene che la volatilità rimarrà elevata, causa il rallentamento dell’economia globale e l’incertezza sulle prossime manovre delle banche centrali. Lo Stoxx 600 è scambiato a un valore pari a 14,4 volte circa gli utili attesi, in calo dai 16,7 di aprile.