Borsa Milano giù, banche potrebbero fare fine Deutsche Bank

16 Settembre 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Listini azionari sotto pressione, con le piazze principali che non riescono a recuperare terreno malgrado i dati macro deboli pubblicati in Usa ieri abbiano ridotto le possibilità che la Federal Reserve alzi i tassi la prossima settimana. Sarebbe in tutti i casi solamente la seconda stretta monetaria nel giro di dieci anni per gli Stati Uniti, dopo quella “storica” di dicembre 2015. A pesare sono le vendite nel settore bancario. Dopo la richiesta di risarcimento da 14 miliardi degli Stati Uniti a Deutsche Bank per la vendita di un derivato sui mutui, gli investitori hanno paura che altre banche europee facciano la stessa fine. A Milano la Borsa paga il calo di Mps, di Mediobanca e delle popolari.

In Usa la produzione industriale è calata dello 0,4%, le vendite al dettaglio sono scese dello 0,3% e i prodotti rimasti invenduti presso le aziende sono aumentati dello 0,5% su base annuale in luglio. Ciononostante, proprio per via dell’ottimismo sulle decisioni di politica monetaria, ieri Wall Street ha visto guadagni dell’1% circa per gli indici principali, con il Nasdaq-100 che ha registrato la migliore performance. Apple guadagna il +12% circa mentre sugli scaffali degli Apple Store arriva l’iPhone 7.

Tra gli altri mercati, la curva dei rendimenti dei Treasuries Usa, che hanno sorprendentemente perso terreno al pari delle Borse nelle ultime sedute, è salita al punto più ripido degli ultimi due mesi e mezzo. Insomma, gli operatori non scontano più un rialzo dei tassi a settembre. Tra le materie prime oro e petrolio sono in frenata e l’andamento debole del greggio sta facendo sentire il suo peso. Libia e Nigeria si apprestano ad aumentare i livelli di produzione di barili. Il dollaro si rafforza sull’euro in area $1,12.

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Daniele Chicca 16 Settembre 20169:42

L’azionario europeo non coglie l’assist di Wall Street e perde terreno in avvio. Investitori cauti in attesa delle prossime riunioni di politica monetaria di Banca del Giappone e Federal Reserve.

Daniele Chicca 16 Settembre 20169:43

In Europa protagonista in negativo è Deutsche Bank, che perde circa il 7%. Le autorità statunitense hanno reclamato 14 miliardi di risarcimento alla banca per un’operazione sui mutui subprime.

Daniele Chicca 16 Settembre 20169:46

Le vicessitudini di Deutsche Bank pesano su tutto il settore, con i trader di Borsa che stanno abbandonando la nave del comparto bancario. La banca tedesca non è l’unica ad aver venduto contratti MBS legati ai mutui subprime. L’istituto spera di dover sborsare una cifra più bassa (le trattative sono ancora in corso), ma gli investitori hanno paura che altre banche europee possano essere coinvolte. La richiesta di risarcimento era attesa, ma la somma è molto più alta di quello che gli analisti si aspettavano, motivo per cui i titoli cedono più del 7% al momento.

Daniele Chicca 16 Settembre 201610:31

I rendimenti dei bond CoCo, i più rischiosi emessi da Deutsche Bank, sono saliti ai massimi da luglio dopo che si è saputo che le autorità Usa hanno chiesto un risarcimento di ben 14 miliardi di dollari all’istituto tedesco per la vendita di derivati sui mutui (MBS).

Il tasso sul bond ibrido, convertito in titolo azionario quando il capitale della banca scende a un certo livello prefissato, è salito di 31 punti base (0,31%). Le trattative sono ancora aperte e Deutsche Bank spera di poter pagare una multa più bassa.

Daniele Chicca 16 Settembre 201612:31

Peggiora con il passare delle ore la performance dei listini di Borsa europei. A Piazza Affari si fa sentire il selloff che colpisce il settore bancario e in particolare Mps (titol finiti in asta di volatilità e poi rientrati negli scambi con un calo del 6% circa).

Il listino Ftse MIB cede più di un punto e mezzo percentuale. Mediobanca e le popolari sono le azioni più vendute insieme al gruppo di Siena, che è entrato in una fase decisiva per deciderne le sorti. Si parla di un piano “greco”.

Daniele Chicca 16 Settembre 201612:41

D’altronde a Piazza Affari non si può mai andare sul sicuro: la volatilità è stata in media molto più alta rispetto al resto d’Europa (20% contro 14%), anche per via della concentrazione molto alta di titoli finanziari ed energetici. Secondo l’analista Sara Silano si può dire che il listino italiano “ha il rischio di un mercato emergente”.

Daniele Chicca 16 Settembre 201613:25

L’andamento dei futures sui principali indici della Borsa Usa suggerisce che sarà un avvio sottotono per Wall Street. Gli investitori attendono di conoscere le nuove cifre sui prezzi al consumo e sulla fiducia dei consumatori. 

La prossima settimana poi si riunisce la Federal Reserve per decidere il da farsi in materia di tassi di interesse. I contratti sul Dow cedono circa 80 punti, mentre quelli su S&P e Nasdaq lasciano sul campo 9 e 16 punti rispettivamente.

Daniele Chicca 16 Settembre 201614:55

Il mercato ha paura che se Bce, Banca del Giappone e Federal Reserve smettono di comprare bond e altri asset finanziari, verrà a mancare quella liquidità che ha sostenuto i mercati emergenti e le valute a più alto rischio, portando a una contrazione accentuata. Analisti ed economisti ritengono che stiamo andando verso un periodo in cui le politiche di stimolo fiscale prenderanno gradualmente il posto delle manovre di allentamento monetario straordinario delle banche centrali.

“Negli ultimi due anni le banche centrali sono state la ragione principale per comprare asset rischiosi”, dice a Marketwatch Lee Ferridge, head of macro strategy presso State Street Global Markets. ”Se le misure volgono al termine, non ci sarà più un vero motivo per comprare valute ‘high-beta‘”, ovvero ad alto rischio. Dal momento che i fondamentali dell’economia globale e i tassi di inflazione restano ancora deboli, è difficile che assisteremo invece a una fase orso del mercato dei bond dei paesi più sicuri.

Daniele Chicca 16 Settembre 201615:34

Come previsto dopo gli ultimi dati sull’inflazione e in attesa delle prossime mosse della Fed, che si riunisce la settimana prossima, Wall Street ha aperto le contrattazioni in modesto calo (con ribassi compresi tra il -0,2% e il -0,5%).

Laura Naka Antonelli 16 Settembre 201615:41

Immediata la reazione del dollaro che, subito dopo la diffusione dell’indice dei prezzi al consumo Usa diffuso dal fronte macro – che ha messo in evidenza come l’inflazione sia cresciuta più delle attese – ha segnato guadagni consistenti nei confronti dell’euro e del dollaro. Sul mercato del forex, la sterlina ha perso sul dollaro -1% circa a $1,3132, rispetto agli $1,3247 della chiusura di giovedì a New York. L’euro cede oltre -0,60% sul dollaro sotto $1,12, a $1,1177, contro gli $1,1248 di ieri. Piatto il dollaro sullo yen, a JPY 102,13.

Laura Naka Antonelli 16 Settembre 201615:54

Prezzi del petrolio in calo, scontano le indiscrezioni secondo cui i membri dell’Opec Libia e Nigeria si starebbero preparando ad aumentare le esportazioni entro le prossime settimane. A New York il contratto WTI viaggia ai minimi in un mese, attorno a $43,50.

Daniele Chicca 16 Settembre 201616:12

Oggi è il giorno della Quadrupla Strega a Wall Street: scadono infatti quattro contratti diversi di futures e opzioni. Di solito con l’avvicinarsi di queste scadenze – il terzo venerdì del mese – i trader ne approfittano per tentare di trarre profitti dalla volatilità che si viene a creare nei mercati delle materie prime e dell’azionario. Un altro effetto anomalo è l’aumento consistente dei volumi.

Laura Naka Antonelli 16 Settembre 201618:17

Performance al ribasso per i principali indici azionari europei.

Laura Naka Antonelli 16 Settembre 201618:20

Piazza Affari la peggiore in Europa ha pagato più di tutti l’effetto Deutsche Bank. Il Ftse Mib ha chiuso in flessione del 2,43%, a 16.192,16 punti. Borsa Milano ha sofferto per la forte esposizione al settore bancario. Bagno di sangue tra i titoli del settore, con Mps -9,34%, Bper -3,42%, BPM -4,50%, BP -4,80%, Intesa Sanpaolo -3,17%, Unicredit -5,79%, Ubi Banca -4,49%.