Borsa di Milano in rosso aspettando Yellen e Draghi

22 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura in flessione per la piazza finanziaria di Milano con l’indice Ftse Mib che cede lo 0,46% a 19.917,98 punti, mentre l’All Share si ferma a 21.145,69 (-0,46%). In flessione anche l’indice Star a 17.720,96 punti (-0,10%). Cautela in attesa del via, oggi, al vertice dei banchieri centrali a Jackson Hole. Riflettori puntati sul discorso della numero uno della Fed Janet Yellen e sui suoi possibili riferimenti al mercato del lavoro.

Sul fronte geopolitico sale tensione in Ucraina, dove un convoglio di aiuti russo, scortato dai ribelli, è entrato senza autorizzazione delle autorità locali.

Le altre piazze europee: a Francoforte il Dax cede lo 0,47%, a Londra l’FTSE lascia sul campo lo 0,17%, a Parigi il Cac 40 perde lo 0,75%.

“Era fisiologico aspettarsi moderate prese di profitto sul Ftse Mib
dopo i guadagni messi a segno nella seduta di ieri, in attesa di
chiarificazioni in merito agli stimoli di politica monetaria”, commenta un trader.

A Milano tiene il settore bancario con B.P.E.Romagna (+1,52% a 6
euro) che guida i rialzi. Segue B.Popolare che segna un +1,3%, Intesa
Sanpaolo +1,08%, B.Mps +0,94%, Ubi B. +0,18%, Mediobanca +0,15% e
Unicredit +0,09% su cui continua il pressing per Pioneer. Secondo
indiscrezioni ci sarebbero due fondi in pole position per la societa’ di
asset management dell’istituto di credito. In controtendenza rispetto al
comparto invece B.P.Milano (-0,09%).

Bene anche Enel G.P. che guadagna lo 0,39% a 2,06 euro in scia
all’upgrade da parte degli analisti di Berenberg da hold a buy. Denaro su
Fiat (+0,76% a 7,33 euro) con i numeri definitivi relativi al numero di
azioni oggetto di recesso che saranno presentati ad inizio settembre.

In calo invece Luxottica che perde il 2,11% a 38,1 euro. Tra i titoli
del settore del lusso, in rosso anche Salvatore Ferragamo (-1,55%),
Moncler (-1%), Yoox (-0,28%) e Tod’S (-0,18%).

Gli investitori sperano dal vertice di oggi di avere indicazioni sulle prossime mosse del FOMC e sulla tempistica di un prossimo rialzo dei tassi. Parlerà anche il numero uno della Bce Mario Draghi.

Intanto Charles Plosser, presidente della Fed di Philly ha detto che bisogna uscire “dai tassi di interesse zero”.

Apertura senza scosse per il mercato dei titoli di stato. Spread Btp-Bund stabile a 160 punti con il rendimento del Btp decennale al 2,595%.

Miste le borse asiatiche, con l’indice principale di riferimento per l’Asia in rialzo sulla scia dei dati economici positivi che hanno portato Wall Street a segnare un altro record in chiusura.

L’indice MSCI per l’area Asia pacifico, escluso il Giappone, segna infatti un rialzo dello 0,5%, in carreggiata per chiudere la settimana con un guadagno dello 0,8% e a pochi punti dai massimi del 30 luglio, livello più alto dal gennaio 2008.

A Tokyo in calo il Nikkei, che ha ceduto lo 0,30% a quota 15.539,19 punti. Il listino ha comunque messo a segno un robusto rialzo settimanale dell’1,8%, la striscia di rialzi più lunga dal 1988: ben nove sessioni in rialzo.

Chiusura in rialzo per le piazze finanziarie cinesi. L’indice Shanghai archivia la seduta guadagnando lo 0,46% a 2.240 punti. Lo Shenzhen sale dello 0,61% a 8.059 punti.

”Dobbiamo uscire dai tassi di interesse a zero”, cosi’ Charles Plosser, presidente della Federal Reserve di Philadelfia e membro votante del Fomc della banca centrale Usa, in una intervista rilasciata ieri sera alla tv Cnbc margine del Simposio della banche centrali a Jackson Hole. ”La politica monetaria non sta reagendo ai numeri che cambiano” ha proseguito Plosser, spiegando come i progressi ottenuti sul calo della disoccupazione e la ”reflazione” dell’economia Usa, con l’inflazione verso il target del 2%, giustifichino un graduale aumento dei tassi a breve termine, altrimenti ‘corriamo seri rischi”. Plosser ha votato contro la scelta del Fomc della Federal Reserve di mantenere tassi vicini allo zero per un considerevole lasso di tempo anche dopo la fine del quantitative easing.

Quotazioni dell’Euro poco mosse in apertura dei mercati europei: la moneta unica europea viene scambiata intorno a quota 1,3288 dollari, in leggero rialzo dai 1,3279 dollari di ieri dopo la chiusura di Wall Street. L’euro passa di mano a 137,81 yen in calo di 12 centesimi.

Le quotazioni del petrolio si avviano a chiudere la quinta settimana in calo, la serie negativa più lunga degli ultimi nove mesi: i futures sul Wti, consegna ottobre, si sono mossi intorno a 93,80 dollari il barile sul mercato after hours di New York, in calo di 16 centesimi dopo aver già perso 56 centesimi nelle contrattazioni di ieri. A Londra il Brent consegna ottobre perde 12 centesimi a 102,51 dollari il barile.

Le quotazioni dell’oro si muovono vicino ai livelli più bassi degli ultimi due mesi: sui mercati asiatici i contratti per la consegna immediata vengono chiusi intorno a 1.278,93 dollari l’oncia, in leggero recupero rispetto ai 1.276,78 della chiusura in calo del giorno prima che ha portato i prezzi al valore più basso da circa metà giugno

(articolo in fase di scrittura)