Bonus benzina da 200 euro esentasse: chi può riceverlo

17 Luglio 2022, di Alessandra Caparello

Via libera al bonus benzina da 200 euro. Introdotto con il Decreto Legge Ucraina-bis, l’agevolazione è oggetto di chiarimenti con la circolare n. 27/E del 14 luglio 2022 dell’Agenzia delle Entrate, con cui sono definite le regole applicative.

Cos’è il bonus benzina

E’ l’articolo 2 del Dl “Ucraina-bis” (decreto legge n. 21/2022), ad aver introdotto, al fine di contenere gli impatti economici dovuti all’aumento del prezzo dei carburanti, soltanto per il periodo d’imposta 2022, la possibilità, per i datori di lavoro privati, di erogare ai propri lavoratori dipendenti buoni benzina, o titoli analoghi, esclusi da imposizione fiscale (articolo 51, comma 3, del Tuir), per un ammontare massimo di 200 euro per lavoratore.

Chi lo eroga e chi lo riceve

La circolare chiarisce che l’agevolazione riguarda i datori di lavoro che operano nel “settore privato”, così come individuato, per esclusione, nella circolare n. 28/2016. Restano escluse, pertanto, le amministrazioni pubbliche. L’Agenzia nel documento di prassi chiarisce che nell’ambito del settore privato vanno ricompresi, sempre che dispongano di propri lavoratori dipendenti, anche:

  • gli enti pubblici economici;
  • i soggetti che non svolgono un’attività commerciale;
  • i lavoratori autonomi.

Quanto ai beneficiari dell’agevolazione in argomento, il bonus benzina da 200 euro riguarda i lavoratori dipendenti, da intendersi sulla base della tipologia di reddito prodotto, ossia quello di lavoro dipendente. L’Agenzia delle Entrate inoltre chiarisce che i buoni benzina:

  • possono essere corrisposti fin da subito, nel rispetto dei presupposti e dei limiti normativamente previsti, senza necessità di preventivi accordi contrattuali;
  • possono essere corrisposti anche ad personam;
  • sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa (articolo 95 del Tuir);
  • possono essere concessi per i rifornimenti di carburante per l’autotrazione (come benzina, gasolio, Gpl e metano) e, in via estensiva, anche per la ricarica dei veicoli elettrici;
  • costituiscono un’ulteriore agevolazione, pertanto, non osta alla loro corresponsione la circostanza che il lavoratore dipendente già usufruisca di altri beni e servizi (ex articolo 51, comma 3 del Tuir).

Al fine di fruire dell’esenzione da imposizione, i beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro, a favore di ciascun lavoratore dipendente, possono raggiungere un valore di 200 euro per uno o più buoni benzina e un valore di 258,23 euro per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina).

L’Agenzia delle Entrate poi precisano che l’agevolazione in esame deve essere contabilizzata in maniera autonoma e separata rispetto agli altri benefit (ex articolo 51 del Tuir), trova applicazione il principio di cassa allargato, vale a dire che l’agevolazione riguarda i buoni carburante concessi ai dipendenti nel corso del 2022 e nei primi 12 giorni del 2023, indipendentemente dal loro utilizzo in periodi successivi e infine che il benefit, inteso come voucher, si considera percepito dal dipendente, e assume quindi rilevanza reddituale, nel momento in cui lo stesso entra nella disponibilità del lavoratore, a prescindere dal fatto che il servizio venga fruito in un momento successivo.

Caro-benzina: la situazione in Italia

Il provvedimento nasce perché in Italia e non solo stiamo assistendo ad una vera e propria emergenza con aumenti record dei prezzi della benzina. In base agli ultimi dati Mite rielaborati dal Codacons, la benzina costa oggi in media il 23% in più rispetto allo scorso anno, il gasolio addirittura il 31,5% in più.

Prezzi alla pompa che, come dimostrano i numeri del Codacons, rimangono ingiustificatamente elevati, nonostante la proroga del taglio delle accise, e peseranno come un macigno sugli spostamenti degli italiani per le vacanze estive: per un pieno di benzina occorre infatti mettere in conto oggi una maggiore spesa di 19 euro rispetto allo scorso anno, spesa che sale a 23,7 euro per un pieno di gasolio – conclude il Codacons.

Sul prezzo della benzina pesano ovviamente anche le accise. Oggi, in base a quanto riporta l’Adm, l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, su 1.000 litri di benzina si pagano 728,40 euro di accise, 617,40 euro col gasolio e a 267,77 euro col Gpl. Tra le tanti accise in vigore, ben 19, troviamo 0,00723 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956; 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963; 0,00516 euro per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966; 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005; 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009; 0,0071 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011; 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011; 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968; 0,0511 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976; 0,0387 euro per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980; 0,114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996; 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004; 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito Liguria e Toscana nel 2011; 0,082 euro per il decreto “Salva Italia” del 2011; 0,02 euro per la ricostruzione dopo il terremoto in Emilia del 2012.