Bonus 200 euro, nessuna proroga. Il Governo pensa a decontribuzione per redditi medio-bassi

28 Luglio 2022, di Mariangela Tessa

Nessuna proroga del bonus 200 euro. La conferma ufficiale dovrebbe arrivare la prossima settimana, ma il governo in carica “per gli affari correnti”, alle prese con il decreto aiuti bis, pare aver escluso per ragioni di copertura l’erogazione per altri due mesi del sostegno già erogato a giugno, e che inizialmente si pensava di raddoppiare per agosto e settembre. Il bonus però arriverà alle categorie fin qui escluse come i precari della scuola e dell’agricoltura, con un costo aggiuntivo di poche centinaia di milioni.

In alternativa, dalle prime indiscrezioni stampa in circolazione in queste ore pare che l’esecutivo stia pensando ad una forma di decontribuzione a carico dei redditi medio-bassi e un’indicizzazione parziale delle pensioni (senza attendere il gennaio 2023), anche questa con un occhio di riguardo agli assegni più leggeri, come forma di rimborso ex post dell’inflazione subìta nei primi sei mesi di quest’anno. In questo caso, l’aiuto finirà quindi direttamente nella busta paga o nella pensione.

Verso un prolungamento delle misure contro il caro energia

Gli impegni finanziari più consistenti sarebbero invece riservati alle misure già sperimentate per combattere gli effetti del caro-energia. Fra questi c’è il taglio ad accise e Iva su benzina e gasolio, ora in vigore fino al 21 agosto. Secondo Il Sole 24 Ore, “il decreto dovrebbe prolungare gli sconti ma senza arrivare a fine anno, anche qui per ragioni di costi. L’alleggerimento delle accise potrebbe quindi fermarsi a ottobre: poi ci penserà il prossimo governo, coperture permettendo”.

Il quotidiano economico entra nel dettaglio delle cifre, spiegando che “a benzina e gasolio sarebbero riservati circa 2,5 miliardi, fra i 2 e i 3 miliardi serviranno per abbattere gli oneri di sistema anche nelle bollette degli ultimi tre mesi dell’anno e un miliardo abbondante occorrerà per estendere l’applicazione dei crediti d’imposta a favore delle imprese, energivore e gasivore in primis, e degli autotrasportatori”.

“La valutazione è positiva. Il governo si è impegnato con noi a fare interventi strutturali sulla decontribuzione per aumentare il netto in busta paga dei lavoratori dipendenti e ad anticipare la rivalutazione delle pensioni prevista per gennaio. Era quello che avevamo chiesto. Stop ai bonus ma interventi strutturali” ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. Per quanto riguarda il bonus 200 euro “il governo si è impegnato a recuperare i lavoratori rimasti fuori, come quelli dell’agricoltura”, ha aggiunto.

Intanto i sindacati proclamano lo sciopero generale l’8 il 9 ottobre. “Dichiariamo adesso che qualsiasi governo ci sarà, noi l’8 e il 9 ottobre saremo in piazza a sostenere le nostre proposte, in modo che non ci siano elementi di ambiguità, con qualsiasi governo abbiamo intenzione di portare avanti le nostre proposte” ha confermato ieri il segretario della Cgil, Maurizio Landini, alla presentazione del libro di Gianni Cuperlo, “Rinascimento europeo”, in corso alla Camera.