Bonos spagnoli piacciono più dei Btp, fiducia più in Spagna che in Italia

22 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

I Bonos spagnoli a scadenza decennale hanno raggiunto il maggior differenziale di rendimento con gli omologhi italiani dal gennaio 2015, a 18 punti base: dopo aver registrato per diverso tempo rendimenti superiori a quelli dei Btp, complice anche la fase di stallo politico dopo le elezioni di dicembre, i Bonos ora rendono lo 0,95% contro l’1,12% dei titoli decennali del Tesoro. Il che significa una sola cosa: che gli investitori preferiscono puntare più sui bond di Madrid che su quelli emessi da Roma.

Tanto che il rendimento extra che gli investitori richiedono per detenere bond governativi italiani invece che spagnoli è aumentato di 6 punti all’1,14%. Tale differenziale è alla base del calcolo dello spread tra i rendimenti, pari a 18 punti base.

E’ il segno che il miglioramento delle prospettive per Madrid per quanto riguarda la formazione di un governo si affianca alle incertezze sulla sopravvivenza del governo Renzi, legate al prossimo referendum costituzionale.

A quest’ultima incognita (che sembra essere stata in parte moderata dalla dichiarazione del premier sulla certezza che, comunque vada il voto di autunno, le prossime elezioni si terranno nel 2018) si aggiungono quelle sulla solidità del sistema bancario italiano, fra i più gravati dai crediti in sofferenza.

Sul piano politico la Spagna, al contrario, sembra aver delineato i tratti di un esecutivo a trazione Popolare sostenuto, a determinate condizioni, dal partito liberale anti-casta di Ciudadanos.

“Perlomeno, c’è meno incertezza” in Spagna, “e questo è favorevole per i Bonos, conferma a Bloomberg Patrick Jacq, strategist per il reddito fisso presso Bnp Paribas,  e “la situazione politica sembra in miglioramento”.

Nell’ultimo mese il complesso dei titoli di stato emessi da Madrid ha garantito agli investitori un ritorno del 2,1% – stando ai dati di Bloomberg World Bond Indexes, a confronto con l’1,3% di quelli italiani e dello 0,4% di quelli tedeschi, secondo quanto riporta il Bloomberg World Bond Indexes.

Fonte Bloomberg