Bond con tassi negativi sono un quinto del mercato mondiale

28 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Continua a crescere la quantità di titoli del debito che rendono meno di zero, tanto che la mole totale ha raggiunto un quinto del mercato obbligazionario mondiale. La proporzione dei bond il cui investimento comporta delle perdite anziché un rendimento è salita ai massimi di sedici mesi, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

A distorcere il mercato in questo modo sono, ancora una volta, le ultime decisioni delle banche centrali. La strategia improvvisamente accomodante della Federal Reserve e le paure di una recessione hanno scatenato una caccia ai titoli di Stato Usa con la scadenza a più lungo termine.

I Bond a 3 mesi ormai rendono quanto quelli a lunga scadenza (10 e 30 anni) in Usa. Il decennale scambia intorno al livello chiave dei Fed Funds dopo che Jerome Powell ha annunciato che, contrariamente a quanto previsto in precedenza, i tassi sarebbero rimasti invariati quest’anno.

I timori di un rallentamento della crescita, anche negli Stati Uniti, hanno schiacciato i rendimenti e gonfiato i prezzi del debito. Dopo un decennio di misure di stimolo monetario gli investitori che vogliono fare acquisti nel mercato dei bond devono fare i conti con tassi negativi. Per lo meno nel pool dei titoli investment-grade.

Fed scuote mercati Bond: sorprende intensità sbalzi

Quasi un quinto del mercato del reddito fisso ormai offre interessi sotto zero. Questo rischia peraltro di spingere alcuni desiderosi di ottenere rendimenti decenti, a correre pericoli un po’ troppo elevati, andandosi ad avventurare nel segmento high-yield ad alto rischio.

Ci si poteva attendere che la svolta della Fed della settimana scorsa potesse scuotere i mercati, ma l’intensità dei cali dei rendimenti ha spiazzato molti trader. L’ondata di puntate nel mercato degli interest-rate swap dà l’idea della dimensione del fenomeno.

I prezzi dei Treasuries hanno iniziato a correre dopo che la Federal Reserve ha deciso per il momento di lasciar perdere la tabella di marcia che prevedeva una o due strette monetarie nel 2019. I rendimenti sono calati su livelli che non si vedevano da due anni.

Ondata di puntate nel mercato degli interest-rate swap

Alcuni investitori hanno dovuto mettersi al sicuro. I trader che hanno comprato titoli legati ai mutui, come ben documentato dal Financial Times e quelli che scommettevano che i mercati sarebbero rimasti calmi, si sono rivolti agli strumenti derivati per dare un cambio di passo ai loro portafogli di investimento o – nei peggiori dei casi – per contenere le perdite.

Per questo motivo da qualche giorno si registra un incremento delle posizioni nel mercato degli interest-rate swap. Questo ha spinto ancora più in alto i rendimenti dei Treasury. Oggi sui mercati i bond in Usa e in Europa si stanno prendendo una pausa, con il rendimento del Treasury di riferimento che rialza la testa dopo aver toccato i minimi di 15 mesi.

Ma l’andamento è con ogni probabilità momentaneo. Gli investitori non possono permettersi di ignorare i segnali di allarme mandati dall’inversione della curva dei rendimenti. I mercati di fatto si stanno adeguando a operare in un mondo di tassi di interesse bassi e prospettive economiche più deboli. A interrompere la spirale negativa potrebbero essere solo un miglioramento dei dati macro oppure l’ottimismo su un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti.

Embed from Getty Images