BofA: i Bond non mentono, azionario verso -20%

7 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Se l’andamento del mercato obbligazionario deve servire da indicazione, l’azionario è destinato a perdere un quinto del suo valore nei prossimi tempi.

Lo sostiene Bank of America Merrill Lynch che nel suo ultimo report scrive testuale che dopo il rapporto occupazionale governativo degli Stati Uniti di venerdì scorso “i tassi del mercato ora prezzano solo tre nuovi rialzi dei tassi da qui alla fine del 2019, compresa la stretta monetaria (quasi scontata) di giugno”.

“Gli strategist del reddito fisso della banca sono convinti che il mercato obbligazionario sconti un errore politico da parte della Fed. Tenuto conto che parte del rialzo implicito dei tassi è legato semplicemente ai premi di rischio, pensiamo che il mercato dei Bond americani implichi un netto calo della crescita economica Usa”.

Il motivo per cui le Borse sono state in grado di correre quest’anno nonostante il calo dei rendimenti obbligazionari risiede nel fatto che gli utili societari sono stati robusti. Si stima che l’indice MSCI ACWI dei profitti sarà del 14% quest’anno, dell’11% nel 2018 e del 10% l’anno successivo”.

La stagione delle trimestrali Usa è stata la migliore degli ultimi 13 anni e quella europea addirittura la migliore di almeno gli ultimi 15 anni. Secondo BofA, questo fenomeno può essere attribuito al “miglioramento sincronizzato” della crescita globale. Una volta che questa dovesse venire a mancare, per le Borse saranno guai e potrebbero esserci riduzioni di prezzi di anche il 20%.

Supernova di liquidità da 1,1 trilioni sta per spegnersi

A sostenere il mercato, oltre agli utili, hanno contribuito anche le banche centrali con le loro politiche di sostegno. Come sottolinea il Chief Investment Strategist di BofA, Michael Hartnett, la “supernova di liquidità” da 1.100 miliardi di dollari di asset acquistati sta per spegnersi.

Le misure straordinarie, dice l’analista, “forse sono giustificate dalle stime sull’inflazione più basse del previsto, motivo per cui gli investitori hanno scommesso sui titoli azionari di tutto il mondo”.

Una cosa è certa: o si sbagliano i mercati dei Bond oppure quelli azionari. Le opzioni sono due secondo BofA: o “l’azionario ha un potenziale al ribasso del 13-20% oppure i tassi obbligazionari hanno un potenziale al rialzo di 50-60 punti base. Un ritracciamento del 13% riporterebbe i prezzi di Borsa sui livelli pre elezioni presidenziali, ossia prima che il cosiddetto “Trump rally” inflazionasse i valori.

“Se i prezzi di mercato si dovessero allineare ai multipli del 2018 attuali, vedremo un ribasso di circa il 13%: se simuliamo una crescita del 10% dei profitti societari quest’anno e un risultato invariato nei  prossimi due, allora il rapporto P/E (quello tra prezzo di Borsa e stime sugli utili) dell’indice MSCI ACWI per quanto riguarda i conti societari del 2018 salirebbe a 17,3 volte da 15. Per tornare a quota 15, il mercato dovrebbe scendere del 13% circa. I valori dell’indice MSCI ACWI hanno scambiato intorno a 14 volte le stime sugli utili nelle estate del 2015 e nel primo trimestre del 2016: in quel caso la discesa della Borsa sarebbe del 20%“.