Benzina e diesel, cosa incide sui prezzi finali di vendita

17 Gennaio 2023, di Pierpaolo Molinengo

Le polemiche intorno agli aumenti del costo di benzina e diesel non si sono ancora placate. Nel frattempo hanno preso il via, ufficialmente, le ispezioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – in collaborazione con il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza – nelle sedi delle principali compagnie petrolifere, che hanno sede in Italia. I controlli e le verifiche sono stati eseguiti presso le sedi di Eni, IP, Esso, Q8 e Tamoil.

L’Autorità sulla Concorrenza ha spiegato che l’attività istruttoria è stata avviata sulla base della documentazione che ha fornito, in maniera tempestiva, la Guardia di Finanza: a finire nel mirino delle indagini sono le infrazioni che avrebbero commesso sui prezzi dei carburanti oltre un migliaio di pompe di benzina, distribuite su tutto il territorio nazionale. La documentazione e i dati raccolti nel corso delle indagini trasmessi dalle Fiamme Gialle all’Autority farebbero emergere – da parte delle compagnie che sono finite sotto esame – dei comportamenti che possono essere riconducibili a un’omessa diligenza sui controlli rispetto alla rete dei distributori.

Benzina, qualcosa non torna

Nel corso delle indagini e delle ispezioni sui prezzi di benzina e diesel – ma anche sugli altri carburanti – sono stati scoperte alcune irregolarità connesse alle difformità tra il prezzo regolarmente pubblicizzato e quello realmente applicato dai distributori. In alcuni casi, nel corso dei controlli, è stata appurata la mancata esposizione del prezzo praticato al portale Osservaprezzi Carburanti, che risulta particolarmente utile ai consumatori per riuscire a trovare il prezzo più basso. A questa notizia, il Codacons, una delle prime associazioni a presentare un esposto alle Procure relativamente al costo dei carburanti, si è definita lieta dell’accoglienza della propria denuncia. Attraverso una nota l’associazione ha ribadito:

Attendiamo gli esiti dell’indagine dell’Autorità e, se saranno accertate irregolarità a danno dei consumatori, siamo pronti ad avviare le azioni legali del caso a tutela degli utenti danneggiati“.

Come si forma il prezzo dei carburanti

Sono tre, principalmente, le componenti attraverso le quali si forma il prezzo di benzina e gasolio:

  1. materia prima;
  2. componente fiscale: Iva e accise;
  3. margine lordo attraverso il quale si stabilisce il guadagno dei distributori, degli intermediari e dei venditori.

Partiamo dalla prima componente: il petrolio. Sono sostanzialmente tre gli indici attraverso i quali ne viene determinato il prezzo:

  • West Texas Intermediate (Wti);
  • Fateh;
  • Brent. Questo risulta essere particolarmente importante, perché oltre ad essere il greggio del Mare del Nord, viene utilizzato come riferimento principale nel mercato europeo.

A questo punto entra in gioco il Platts, che è, a tutti gli effetti, l’agenzia specializzata che, quotidianamente, si impegna a far convergere la domanda e l’offerta delle compagnie petrolifere, delle varie compagnie di trading e delle banche d’affari. Questa agenzia, inoltre, ha il compito di fissare il valore effettivo dei prodotti che vengono raffinati: questo è, in estrema sintesi, il prezzo a cui le varie raffinerie possono vendere una tonnellata di gasolio o di benzina in un particolare giorno.

Purtroppo, almeno per i consumatori finali, nella lunga filiera che intercorre tra l’estrazione del petrolio e la vendita della benzina presso i distributori finali, si vanno ad inserire un numero imprecisato di broker e intermediari petroliferi, che, in un modo o nell’altro, rappresentano le varie raffinerie e che provvedono a piazzare il prodotto raffinato e finito. I passaggi intermedi sono molti, con un numerosi operatori che sono presenti sul mercato.

In Italia le società di raffinazione o importazione del prodotto già raffinato applicano uno spread, una commissione di intermediazione per la rivendita al distributore. Oltre al costo della materia prima, quindi, su ogni litro di benzina e gasolio si paga un margine lordo, ossia una quota che va a remunerare tutti gli oneri relativi ai passaggi della filiera dalla raffinazione alla distribuzione.