Bce: “banche aumentino capitali. Rischi non scesi”

19 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nuovi problemi per le banche europee. La BCE ha infatti ordinato alle banche principali dell’Eurozona di aumentare i loro livelli di capitale di 0,5 punti percentuali in media, dopo aver valutato i loro rischi per un anno.

Dal report è emerso anche che cinque banche non dispongono di capitali sufficienti a centrare il target fissato. Non sono stati fatti i nomi di questi istituti, il che provoca maggiore incertezza sui mercati. In particolare, si legge che una banca ha visto il proprio capitale Tier 1 scendere in modo significativo rispetto agli obiettivi richiesti.

Molte banche, ha detto la Banca centrale guidata da Mario Draghi, stanno tuttora attraversando una fase di ripresa dalla crisi finanziaria del 2012 e “continuano a far fronte a rischi e ostacoli”.

Il principale rischio consiste, ha precisato il cosiddetto Single Supervisory Mechanism della Bce volto a monitorare i rischi sulle banche dell’Eurozona, nell’adattare i loro modelli di business al nuovo contesto di bassi tassi di interesse.
Spaventa l’affermazione secondo cui i rischi complessivi che incombono sulle 130 principali banche europee che sono sotto la supervisione della Bce “non sono diminuiti rispetto al 2014”.

In Europa torna la paura sulle banche, che ora dovranno centrare target di capitali ancora più severi.
Nel documento si legge infatti che le banche dell’Eurozona dovranno aumentare i livelli del capitale Tier 1 core al 9,9%, in media, dal 9,6% del 2014. Non solo: dovranno anche aumentare il capitale di un aggiuntivo +0,2% per rafforzare i cuscinetti contro i rischi sistemici.

Per monitorare la solidità delle banche, il braccio di supervisione della Bce ha studiato quattro elementi:

  • i modelli di business
  • la gestione della governance e del rischio
  • il rapporto tra rischio e capitali
  • il rapporto tra il rischio verso la liquidità e i finanziamenti.

Il meccanismo di supervisione bancaria della Bce è stato creato alla fine del 2014, nell’ambito del piano dell’Europa volto ad affrontare la crisi dei debito.

Secondo quanto ha spiegato Korbinian Ibel, direttore generale presso la Bce responsabile della supervisione micro-prudenziale, la revisione è stata operata utilizzando anche strumenti che guardano al futuro, come gli stress test.