Banche venete: Ue stringe i tempi su aiuti di Stato

31 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – Riflettori puntati sulle banche venete. Ieri si è tenuto a Francoforte l’incontro tra la vigilanza della Bce e gli ad della Popolare di Vicenza e di Veneto banca, Fabrizio Viola e Cristiano Carrus.

Obiettivo salvare le due banche onde evitare il bail-in. Per questo i due istituti veneti stano negoziando con la Bce e la Commissione per l’accesso agli aiuti di stato – che presuppone che le banche siano solventi e non si utilizzino soldi pubblici per coprire perdite pregresse o prevedibili –  e l’ok al pano industriale che prevede la fusione tra le due banche. Dell’incontro di ieri ancora non si sa nulla solo un breve commento di un portavoce della Commissione.

“La Commissione Ue è in contatto le autorità italiane e la Banca centrale europea su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, in vista di far avanzare il processo di notifica il più rapidamente possibile. Allo scopo di valutare se le condizioni per la ricapitalizzazione preventiva sono rispettate, la Commissione e la Bce hanno ruoli distinti: la Bce come supervisore e la Commissione per assicurare il rispetto delle regole Ue, in particolare sugli aiuti di Stato”.

Parola d’ordine quindi è velocizzare i tempi. Fabrizio Viola, intervistato da Il Messaggero, si sbottona un po’ di più e non risparmia una frecciatina alle autorità Ue.

“L’unica soluzione per il risanamento ed il rilancio delle due banche è un’operazione di fusione che dia vita ad una banca più forte, sana, efficiente in grado di attrarre capitali privati, necessari per rimborsare l’intervento statale (…) la tempistica con la quale si affrontano le crisi bancarie in Europa deve essere accorciata perché l’incertezza crea danni enormi”.

L’ad della Popolare di Vicenza infine lascia trapelare anche una sua possibile uscita di scena una volta concluso il tentativo di salvare le banche venete – tanto l’azionista quanto il sottoscritto dovranno fare le loro valutazioni.