Banche italiane: Ue e l’ossessione delle regole su bail-in

14 Luglio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Banche italiane in ripresa sulla Borsa di Milano, in attesa che si capisca in che modo stiano procedendo le trattative tra Roma e Bruxelles su un possibile utilizzo di fondi pubblici per sostenere il sistema bancario dell’Italia. Un’apertura in tal senso è arrivata proprio oggi da Margrethe Vestager, commissario Ue alla concorrenza, che ha affrontato la questione italiana e la possibile deroga alle regole del bail-in, le stesse che – implicando che siano i creditori ad accollarsi le perdite di un istituto in difficoltà -hanno praticamente azzerato i risparmi di molti italiani, che avevano sottoscritto i bond subordinati delle ormai tristemente famose CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria, Banca Marche. L’apertura alle eccezioni al bail-in, per lo meno alla loro esistenza, c’è, ma viene subito oscurata da dichiarazioni e dubbi sul significato del termine “stabilità finanziaria”.

L’ossessione per il bail-in permane. Bruxelles evidentemente non è convinta neanche della scelta politica di fare dell’Italia un precedente. Il bail-out ormai non c’è più, con il bail-in che ne ha decretato la fine. Perchè tornare a sfoderarlo?

Così Vestager:

“Le regole del bail-in prevedono che in caso di rischi per la stabilità finanziaria ci siano eccezioni al ‘burden sharing’ e al ‘bail-in’. Tuttavia deve essere molto chiaro che cosa si intenda per instabilità finanziaria: finora, in circostanze molto gravi come quelle di Spagna, Grecia e Slovenia, queste eccezioni non sono scattate”. Allo stesso tempo, complice il fenomeno Brexit, “monitoriamo da vicino l’evoluzione della situazione, per capire se dal segnale verde si passa al giallo, e da quello giallo al rosso“.

Vestager ha riconosciuto la presenza di turbolenze sui mercati finanziari, tuttavia ha sottolineato come, prima di considerare una eventuale eccezione al bail-in, sia fondamentale capire cosa l’Italia – e per effetto domino l’intera Europa – stia davvero rischiando.

Insomma, le eccezioni alla rigida applicazione del bail-in ci sono, dice Vestager. E tale dichiarazione farebbe sperare in un’apertura di Bruxelles verso l’opzione di bail-out caldeggiata ora dall’Italia. Ma il ragionamento sulla necessità o meno che queste scattino rischia di presentarsi tortuoso, se quello che bisogna comprendere è cosa significhi stabilità finanziaria.

Il commissario precisa di fatto che le dinamiche dei mercati non sono lo specchio di tutta la storia della stabilità finanziaria, nel senso che a suo parere:

“è anche possibile che ci siano problemi per le banche e che comunque ci sia stabilità”. In ogni caso, le incognite che si sono scatenate con il concretizzarsi della Brexit hanno ripercussioni sia sulle “banche italiane che sulle banche di altri stati europei”.

Dunque?

Dunque si continua a brancolare nel buio, visto l’elemento che continua a mancare in Europa: la chiarezza. Quelle dichiarazioni che di primo acchito sono state accolte come una speranza, ora alimentano altri nuovi interrogativi.

I guadagni dei titoli bancari scambiati a Piazza Affari si confermano solidi ma, causa anche la delusione-choc della Bank of England, in generale l’ottimismo delle borse visto in mattinata si riduce.

E per confermare l’ossessione non solo verso il bail-in, ma verso lo stesso concetto delle regole, che è propria della Germania, arriva la precisazione del ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, che sottolinea che la road map per le banche italiane sarà definita, tenendo sempre in considerazione le “regole europee” sul ‘bail-in’ e il ‘burden sharing’. E che ogni conclusione dovrà tener conto dei risultati degli stress test, che saranno resi noti il prossimo 29 luglio.