Mercati in allerta: Banca Inghilterra non fa fuoco. Tutto rimandato

14 Luglio 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – Da Londra arriva un’altra batosta per i mercati dopo la Brexit. La Banca d’Inghilterra a sorpresa non ha abbassato i tassi di interesse come misura per contrastare proprio le previste conseguenze negative dell’uscita del Regno Unito dall’Ue e come le parole del numero dell’istituto centrale Mark Carney avevano fatto intuire.

Gli investitori si aspettavano – ne erano quasi certi – un taglio del costo del denaro, il primo dal 2009, allo 0,25%, invece i tassi di riferimento sono stati mantenuti allo 0,5% dal direttivo di politica monetaria britannico.

L’intervento di accomodamento monetario firmato Bank of England, insomma, non è arrivato. La banca centrale del Regno Unito ha tradito le aspettative dei mercati. I tassi rimangono tuttavia invariati al livello minimo record.

Le chance di un taglio dei tassi – il primo in sette anni – erano superiori all’80%. La decisione è stata inoltre praticamente quasi unanime, con 8 membri del Consiglio direttivo della banca centrale che hanno votato a favore dell’opzione di lasciare i tassi invariati, rispetto a uno solo contrario.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere con le Borse europee, Londra in particolare, che hanno rallentato il passo e con i tassi dei titoli di stato che sono balzati in rialzo.

Gli effetti si sono fatti sentire soprattutto sul valutario, con la sterlina, colpita molto dopo la Brexit, che viene chiaramente avvantaggiata dalla decisione. La valuta britannica ha guadagnato a un certo punto anche il +2% circa sul dollaro, testando il record in due settimane a $1,3480.

La decisione presenta in particolare una sorpresa su tutte, ossia “la facilità con cui la Bank of England ha deciso di deludere le aspettative del mercato a così poco tempo dal voto sulla Brexit”, dice Michael Metcalfe, Responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets.

“Sebbene il taglio dei tassi possa avvenire al prossimo meeting, il ritardo solleva preoccupazioni sull’impatto inflazionistico della debolezza della sterlina e incertezza circa la rapidità con cui l’economia rallenterà la sua crescita”.

Secondo Bill Street, analista sempre di State Street, responsabile investimenti della regione EMEA (Europa, Medioriente e Africa), non è da escludere la possibilità che ad agosto il Comitato di politica monetaria “consideri ulteriori strumenti tra cui un nuovo ciclo di QE“, il programma di acquisto di titoli di mercato.

A questo punto, tutto dovrebbe essere rimandato alla prossima riunione della Bank of England, in calendario il prossimo 4 agosto. E ciò p scritto nello stesso comunicato dell’istituto.

“La maggior parte dei membri della Commissione prevede che la politica monetaria sarà allentata ad agosto”.

La banca centrale del Regno Unito non ha apportato nessun cambiamento al suo programma di acquisto di asset del valore complessivo di 375 miliardi di sterline.