Daniele Chicca pagina 764
MILANO (WSI) – I mercati finanziari stanno ignorando completamente le possibili tensioni geopolitiche e sono invece più sensibili alle variazioni di politica monetaria in Usa ed Eurozona, come dimostra l’andamento calante dell’euro nei confronti del dollaro, nonché alle notizie di un rallentamento della grande economia cinese.Dal punto di vista tecnico, il listino Ftse Mib ha
Erdogan sta usando la stessa strategia che ha permesso al suo partito il consolidamento al potere in patria. Renzi chiude un occhio alle molteplici violazioni dei diritti umani.
Tensione per il selloff in Cina, dove le aziende di brokeraggio sono accusate di aver violato le regole di trading. Petrolio sempre sotto pressione.
Falciani non era presente in aula per protesta: avrebbe voluto giusto processo in Francia. Grazie a lui diversi governi hanno recuperato capitali evasi.
Hervé Falciani, l’ingegnere informatico che ha divulgato la lista dei clienti evasori presso la divisione svizzera della banca privata HSBC, ha fin da subito diviso piazza e mondo della finanza. Oggi è stato giudicato colpevole di “spionaggio economico”. Lo aspettano cinque anni dietro alle sbarre. È la sentenza dei giudici elvetici chiamati a esprimersi sul
Presidente Fondazione Riccardo Maiarelli: “provvedimento assurdo che ha portato a un unico sbocco situazioni differenti”. Azionisti e risparmiatori hanno perso tutto.
Il quadro economico attuale risale dopo due mesi in rosso: a novembre l’indice Eurocoin è infatti cresciuto in area 0,37. Lo comunica la Banca d’Italia, spiegando che l’aumento “è stato sostenuto dal miglioramento della fiducia di famiglie e imprese” L’indice stilato da Bankitalia è in grado di offrire in tempo reale una stima sintetica del quadro
Il resto dell’area non dà segnali positivi: in particolare si teme per crescita francese. Intanto volano le attese sull’inflazione: è sempre l’effetto Draghi.
Confermate le attese: l’economia britannica si è espansa del +0,5% nel terzo trimestre, per l’undicesimo mese consecutivo di crescita. Il Pil, tuttavia, non ha visto un andamento coerente nel 2015. Dal +0,3% del primo trimestre, si è passati al +0,7% del periodo aprile-giugno.
Troppi gli squilibri constatati dalla Commissione in aspetti chiave dello scheletro economico, come lavoro, debito e competitività.