Daniele Chicca pagina 129
Botta e risposta Cina Usa sui dazi: investitori preoccupati per l’impatto che la guerra commerciale avrĂ sul raro periodo di crescita sincronizzata globale in atto.
Rohani arriva in Svizzera, prima di recarsi in Austria, che ha presidenza Ue: si rischia un’altra disputa – dopo quella commerciale – “molto caotica tra Usa ed Europa”.
Il settore dei servizi della Cina ha registrato in giugno un rialzo ai massimi di quattro mesi. L’indice dei direttori di acquisto misurato da Caixin-Markit, che si focalizza sulle piccole e medie imprese, è cresciuto a quota 53,9 punti, un livello che non si vedeva da quattro mesi e che essendo superiore ai 50 punti è
Inizia bene il secondo semestre per la Borsa Usa. Nonostante sullo sfondo rimangano i timori per quelle che potrebbero essere le conseguenze di una sfida commerciale e di una guerra valutaria a tutto campo tra Stati Uniti e resto del mondo, l’andamento è positivo anche oggi a Wall Street, con il Dow Jones che guadagna oltre 100
Come si spiega la forbice tra deficit e debito? Un mistero che se fosse risolto procurerebbe un bel tesoretto al governo in vista della nota di aggiornamento del DEF.
I prezzi alla produzione sono cresciuti più del previsto in area euro, con l’indice PPI che ha registrato una variazione positiva mensile dello 0,8% in maggio la variazione nulla del mese prima. Il dato macro si confronta con il +0,5% previsto dal mercato.Su base annuale, l’incremento è stato del 3%, più del 2,7% atteso e
Banca centrale della Cina in azione: in 24 ore peggioramento insolito, che non si era visto nemmeno nell’estate del 2015 e nei momenti di panico di inizio 2016.
Borse asiatiche tese in vista dell’entrata in vigore dei dazi Usa contro la Cina. Guarda il grafico con le migliori performance da inizio anno: petrolio al top.
Con la Fed che imporrĂ strette monetarie a un ritmo sostenuto, il cash e gli strumenti a breve durata tornano molto interessanti e iniziano a rendere di piĂą dell’azionario
La preview di DWS sui mercati: atteso declassamento del merito di credito dell’Italia, ma Paese non perderà necessariamente lo status di investment grade.