Btp: per Amundi ritracciamento utile per aumentare l’esposizione

15 Gennaio 2021, di Alberto Battaglia

Btp: per Amundi ritracciamento utile per aumentare l’esposizione

La caccia al rendimento da parte degli investitori e la “sicurezza” trasmessa dal programma di acquisti Pepp della Banca centrale europea continuerà a sostenere la domanda di titoli di stato italiani, nonostante la prospettiva di un nuovo governo Conte sostenuto da una risicata maggioranza parlamentare.
E’ quanto afferma in una nota Matteo Germano, Head of Multi Asset cio Italy di Amundi, per il quale “i rendimenti italiani sono più interessanti di quelli di altri paesi periferici, in termini relativi”.

Btp, spread non supererà i 125 punti

“Durante la durata della crisi politica, si prevede un livello dello spread BTP-Bund decennale nell’intervallo 100-125 punti base”, ha detto Germano, “gli investitori sul mercato dei titoli di Stato italiano dovrebbero considerare eventuali ritracciamenti del mercato obbligazionario italiano come un’opportunità per aumentare la propria esposizione”.

“I fattori tecnici rimarranno solidi nel 2021, grazie agli acquisti di Btp da parte della Bce, alla minore emissione netta attesa e alla persistente ‘caccia al rendimento’ tra gli investitori”, ha affermato Germano, “il ruolo svolto dalla Bce rimarrà cruciale nei prossimi anni”. “Le valutazioni attuali sono tirate e offrono un margine di manovra limitato per un ulteriore restringimento dello spread – ha aggiunto – con la progressiva riduzione del premio al rischio, la curva dovrebbe appiattirsi e gli investitori dovrebbero posizionarsi sulla scadenze molte lunghe”.

Le previsioni di Amundi su Pil e Debito italiano

“Il rapporto tra debito pubblico e Pil dell’Italia dovrebbe salire a circa il 160% nel 2020, dal 135% nel 2019. Il debito dell’Italia è prevalentemente – circa il 70% – detenuto da investitori domestici, mentre gli investitori esteri costituiscono il restante 30%” ha scritto Germano, “la quota detenuta dal Sistema europeo delle banche centrali è aumentata dal lancio del programma di allentamento quantitativo nel 2015 e si è attestata al 24% del debito negoziabile a settembre 2020. Si prevede che salirà a circa il 28% entro la fine del 2021, a seguito degli acquisti di attività della Bce.
Ci aspettiamo che il deficit di bilancio dell’Italia raggiunga l’11,4% del Pil nel 2020, per poi scendere all’8,2% nel 2021″.

Diseguaglianza in aumento dopo il Covid

Nonostante i benefici attesi dai programmi finanziati dal Next Generation Eu “la pandemia accentuerà il divario sociale all’interno del paese tra le persone che hanno un lavoro regolare e quelle che lavorano nell’economia informale che non possono contare sui programmi di welfare”, ha avvertito Germano anche se le incertezze hanno modificato l’atteggiamento anche delle famiglie che possono contare su una fonte di entrate stabile.
“Il tasso di risparmio ha raggiunto il 20% nel secondo trimestre del 2020”, ha ricordato Amundi, un fattore che ha aumentato la disponibilità sui conti correnti.