Wall Street giù, effetto Deutsche Bank. Ma settimana è positiva
Wall Street sotto pressione tutta la seduta chiude in calo, ma archivia la settimana in rialzo dopo i nuovi numeri arrivati dal fronte macro Usa, che hanno messo in evidenza come l’inflazione, misurata dall’indice dei prezzi al consumo, sia salita dello 0,2% nel mese di agosto. Dal dato emerge che la componente core – quella più monitorata in quanto non condizionata dalla volatilità dei prezzi dei beni alimentari ed energetici – è salita ancora di più, facendo lo 0,3%. Il dato è salito più delle attese. Per l’indicatore principale il consensus aveva previsto un aumento dello 0,1%.
A Wall Street il Nasdaq Composite ha perso lo 0,1%, il Dow Jones ha ceduto 90 punti in area 18.100, mentre lo S&P ha fatto -0,4%, appesantito da finanziari ed energetici.
Tornando ai dati sui prezzi al consumo, bel balzo soprattutto per gli affitti e per le spese sanitarie, che sono salite dell’1%, al tasso più elevato dal 1984, ovvero in 32 anni. In rialzo anche il costo per i farmaci che necessitano di prescrizione, +1,3% su base mensile e ben +6,3% su base annua. Si tratta dell’incremento più forte in due anni. A essere cresciuti sono stati poi i prezzi del mercato immobiliare.
Immediata la reazione del dollaro che, subito dopo la diffusione del dato, ha puntato verso l’alto. Sempre sul mercato del forex, la sterlina perde sul dollaro -1% circa a $1,3132, rispetto agli $1,3247 della chiusura di giovedì a New York. L’euro cede oltre -0,60% sul dollaro sotto $1,12, a $1,1177, contro gli $1,1248 di ieri. Piatto il dollaro sullo yen, a JPY 102,13.
A trascinare al ribasso l’azionario Usa sono principalmente i titoli del settore bancario e energia, sulla scia del nuovo calo dei prezzi del petrolio. I bancari, così come in Europa, scontano il tonfo -9% di Deutsche Bank successivo alla richiesta del dipartimento di Giustizia Usa al colosso tedesco di pagare $14 miliardi per porre fine al contenzioso che ha per oggetto la vendita di strumenti finanziari legati ai mutui
Secondo Jameel Ahmad, vice direttore generale della divisione di ricerca mercati pressi FXTM, sebbene “il report sull’inflazione sia ben lontano dal confermare una eventuale decisione della Fed nella riunione della prossima settimana, il dollaro è comprato in quanto i trader si premuniscono di fronte alla probabilità di uno choc nella riunione stessa, e da un rialzo inatteso dei tassi.
Il WSJ Dollar Index ha effettuato in rialzo di circa mezzo punto percentale, a quota 95,72.
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