Effetto Bce anche a Wall Street, Nasdaq ritraccia dal record
Sull’azionario globale è effetto Bce, con i mancati annunci di Draghi che alimentano i timori sul futuro dell’Eurozona. Wall Street debole, il Nasdaq Composite ritraccia dopo la chiusura record di ieri a 5.275,91 punti, cedendo -0,40% a 5.262,94.
Dow Jones -0,24%, a 18.482; S&P -0,18% a 2.182.
Tra i market mover si mette in evidenza la pubblicazione del Beige Book, il rapporto sullo stato di salute dell’economia Usa che viene considerato uno strumento chiave nelle decisioni di politica monetaria della Fed. Dal rapporto è emerso che la Fed prevede una crescita moderata dei salari nei prossimi mesi.
Così Peter Boockvar, responsabile analista di mercato presso The Lindsey Group:
“I dati economici certamente non avallano un rialzo dei tassi di interesse, ma è vero anche che i tassi sui fed funds non dovrebbero mai essere così bassi, considerato che siamo al settimo anno di un’espansione dell’ economia Usa.
Reso noto oggi, dopo il report occupazionale Usa deludente diffuso lo scorso venerdì, il dato relativo alle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione che, nella settimana terminata lo scorso 3 settembre, sono scese di 4.000 unità , attestandosi al minimo in due mesi, pari a 259.000 unità , meglio delle attese.
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Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, considera il recente calo delle azioni tecnologiche globali come un’opportunitĂ d’acquisto, sottolineando l’inizio della costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Huang ha evidenziato un accordo con SK Hynix per progettare chip di memoria per AI.
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.