15:11 giovedì 17 Marzo 2016

Bce, mosse sui tassi “contropruducenti e ansiogene”

La decisione della Bce di portare il tasso sui depositi in territorio negativo, viene ritenuta dagli analisti di Amundi “potenzialmente controproducente e ansiogena“. Philippe Ithurbide, Global Head of Research, Strategy and Analysis del broker.

GiĂ  lo scorso novembre avevamo scritto che il taglio del tasso sui depositi della BCE in
territorio ancora piĂą negativo non avrebbe tardato ad avere effetti negativi vista la sua
inefficacia. A dicembre, i mercati finanziari sono rimasti delusi dalle decisioni della BCE.
Perché una tale sfiducia?

Ѐ facile capire perché la BCE voglia testare il livello dei tassi al di sotto del quale le banche
cessano di tenere la liquidità eccedente presso la banca centrale, ma la domanda è se ne vale
davvero la pena visti i rischi che una tale politica comporta. Ciò che serve non è tanto
abbassare i tassi e portarli in territorio negativo (come ha appena fatto il Giappone), quanto
mantenerli bassi.

“Se le banche dispongono di liquidità è perché la BCE ne sta iniettando a dismisura, e la sforbiciata al tasso sui depositi sta penalizzando la redditività delle banche (sia della zona core, sia dei Paesi periferici), in un momento in cui sono messe sotto pressione dai mercati e viene loro chiesto di sostenere maggiormente l’economia. Ѐ una situazione paradossale e indubbiamente controproducente”.

Il calo persistente dei tassi “sta alimentando i timori riguardo alla deflazione più di quanto non
li combatta (si veda il nostro numero di dicembre a pagina 6). Ѐ per questo che una misura
del genere da sola non basta. La BCE ha dovuto quindi adottare tutto il suo arsenale di
misure, come avevamo suggerito nel numero di febbraio, e ha fornito una risposta che è
andata al di là di ogni più rosea aspettativa”.

  • Il tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento è stato abbassato di 5 pb e portato
    allo 0,00% a partire dal 16 marzo 2016.
  • Il tasso di rifinanziamento marginale è stato abbassato di 5 pb e portato allo 0,25% a
    partire dal 16 marzo 2016.
  • Il tasso di interesse sui depositi sarĂ  abbassato di 10 pb al -0,40% a partire dal 16 marzo
    2016.
  • Gli acquisti mensili di attivi saliranno a 80 miliardi di euro a partire da aprile.
  • Le obbligazioni investment grade denominate in euro emesse da societĂ  non bancarie della
    zona euro entreranno a far parte del programma d’acquisti della BCE.
  • Quattro nuove operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO II), ognuna
    delle quali con una scadenza di quattro anni, saranno lanciate a partire da giugno 2016. Le
    condizioni di prestito di queste operazioni potranno avere gli stessi e bassi tassi d’interesse
    di quelli sui depositi.

Questa volta i mercati finanziari hanno reagito in modo entusiasta perché queste decisioni
sostengono i bassi tassi, i bassi rendimenti, gli spread periferici, gli spread delle obbligazioni
societarie e le banche. “Anche se tali decisioni sottintendono la presenza di grossi problemi di
fondo, non si può tuttavia non apprezzare il gesto della BCE”. Ecco perché è importante
esaminare anche cosa stanno scontando i mercati.

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