UniCredit, PD: “disegno per portarla in Francia”. Aumento capitale a forte sconto?

11 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Un’operazione di aumento di capitale, quella di UniCredit, che potrebbe essere a forte sconto, fino a -40%. E’ quanto risulta dalle indiscrezioni riportate in mattinata da Il Messaggero e rilanciate da Reuters.

“Per l’aumento di capitale di UniCredit da 13 miliardi l’ipotesi su cui si sta lavorando prevede uno sconto intorno al 30-40%, con un prezzo di emissione delle nuove azioni a 1,2-1,3 euro“. I rumor provengono da una fonte vicina al dossier che aggiunge che “non c’è ancora una decisione definitiva”. Una seconda fonte rende noto che l’operazione di aumento di capitale potrebbe arrivare subito dopo l’approvazione del bilancio del 2016, prevista per il prossimo 9 febbraio.

Le indiscrezioni arrivano in un momento di forte nervosismo sul destino delle banche.

Il PD, poi, non nasconde neanche i propri timori proprio sul caso UniCredit, con il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia che, nel corso di un’intervista rilasciata a Mix su Radio 24, afferma che esiste “un disegno per portarla in Francia, prendere il controllo di Generali e aumentare la presa in Mediobanca“.

Ancora Boccia:

“Stiamo perdendo pezzi importanti del sistema finanziario ed economico italiano“.

Intanto, dopo la decisione dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, a dicembre, di tagliare il compenso fisso percepito del 40%, anche il Presidente del Consiglio di Amministrazione Giuseppe Vita ha comunicato la volontà, a decorrere dal 1° gennaio del 2017, di un taglio alla sua remunerazione annua. Lo stesso desiderio è stato espresso dai vicepresidenti Vincenzo Calandra Bonaura, Luca Cordero di Montezemolo e Fabrizio Palenzona (riduzione -40%).

Inizia intanto oggi la trattativa tra UniCredit e i sindacati sugli esuberi decisi con il nuovo piano strategico, mentre in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan tenta di smorzare i timori sul sistema bancario italiano, rinfocolati con le ultime novità riguardanti Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Padoan: Mps, banca sana. E ricorda: “bail-in fondamentale”

Padoan rassicura anche sulle condizioni generali dell’Italia, affermando che il paese non avrà bisogno della tutela dell’ESM. Il ministro conferma la propria fiducia su MPS, definendola “una banca sana e in grado di funzionare” e sperando che “al più presto possibile avrà sufficienti capitali per sostenere un nuovo stress-test”.

Padoan ricorda, in materia di salvataggi delle banche in difficoltà, che “l’applicazione del bail-in è fondamentale nell’Unione bancaria” ma ritiene anche che il sistema bancario italiano non sia in crisi.

“Vorrei ricordare quali somme sono state spese per il salvataggio delle banche in altri Paesi, come ad esempio la Germania. Noi siamo molto lontani da questo. In Italia finora sono stati versati tre miliardi di euro. Siamo il Paese dell’Ue, che ha pagato di meno per il salvataggio delle banche. Il sistema bancario italiano non è in crisi. Ha sopportato a fatica una pesante crisi finanziaria durata tre anni e che è costata dieci punti di PIL. L’economia italiana si finanzia quasi esclusivamente attraverso le banche. In una lunga recessione è inevitabile che ci siano casi di banche in sofferenza”

E sui salvataggi tiene a precisare:

“Le assicuro che non abbiamo nessun interesse per degli interventi statali. Andiamo molto cauti con il fondo, così come con tutto ciò che concerne l’indebitamento”.

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