Broker di Cipro ha imbrogliato migliaia di italiani

19 settembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Una lettrice di Wall Street Italia ci ha segnalato un caso che ha dell’incredibile: una SIM con sede a Cipro si sta rifiutando da più di un anno di pagare i prelievi richiesti da moltissimi clienti, tra cui migliaia di italiani, per un importo compreso fra i 100 e i 200 milioni.

Nessuna autorità è ancora intervenuta per contestare la pratica della società di brokeraggio cipriota. IronFX Global, come racconta la fonte, è stata fondata nel 2010 con un capitale di appena 2 milioni e 690.000 euro ed è riuscita in alcuni anni ad acquisire fino a 400.000 clienti in Asia e in Europa, fra cui circa 2.000 in Italia. Ciò anche grazie alla sponsorizzazione della squadra di calcio del Barcellona.

IronFX Global Ltd. è un “forex broker“, cioè un fornitore di trading online sul mercato valutario e altri derivati attraverso una propria piattaforma elettronica. Questi strumenti finanziari hanno la caratteristica di non essere negoziati su una piazza centralizzata, per cui il cliente che fa trading ha come controparte esclusivamente quello che viene chiamato impropriamente “forex broker“, ma che in realtà è “market maker“. Dato che il cliente negozia con il broker, le perdite del cliente si traducono in profitti per il broker, viceversa i profitti del cliente sono perdite per il broker.

Con le attività di trading online, “il 90 % dei clienti subisce perdite, il che rende questo tipo di attività molto proficua”, spiega la nostra fonte. I forex broker come IronFX non si qualificano come banche o istituti di credito, pertanto “devono per legge tenere i fondi dei clienti ‘segregati dai fondi della società”.

IronFX ha sede a Cipro, dove si sottopone alla regolamentazione e al controllo dell’ente di supervisione finanziaria di Cipro. In base alla direttiva europea sugli strumenti finanziari (MIFID), qualsiasi società avente sede in uno stato europeo è autorizzata ad operare in tutta Europa, senza bisogno di particolari licenze. Tuttavia, in caso di controversie, la competenza e la giurisdizione pertengono allo stato di origine. Ciò significa che IronFx può operare in tutta Europa, pur soggiacendo esclusivamente alla supervisione e alla giurisdizione di Cipro.

“Questo fatto – spiega la fonte – passa inosservato a molti clienti, che credono di avere a che fare con una società regolamentata nel proprio paese (per esempio dalla Consob italiana, che è obbligata a registrare anche le società di Cipro, pur non avendo alcuna supervisione su di esse). In questo errore i clienti sono volontariamente indotti dal sito multilingue di IronFx, che sfoggia numeri di registrazione in vari paesi europei. Il fatto che IronFx ha sede a Cipro è riportato soltanto in fondo alla pagina, in piccolo”.

Dal bilancio 2014 risulta che IronFx ha realizzato alti profitti fino al 2014. “Tuttavia alla fine dell’anno la liquidità era scarsa, a fronte di costi sempre molto elevati (circa $ 197 milioni nel 2014)”. Questi costi, osserva al fonte, “venivano finanziati con gli utili, e nessun accantonamento era stato creato per le spese future”.

Come molti si ricorderanno, il 15 gennaio 2015 l’intero settore del trading online è stato colpito da un intervento della banca centrale svizzera sul cambio euro-franco svizzero. La Svizzera ha staccato il franco dall’euro, rendendolo libero di quotare liberamente, senza alcun peg.

Le turbolenze di mercato che ne sono derivate hanno messo in crisi diversi gruppi di brokeraggio, anche molto grandi e vaccinati come FXCM. A subirne le conseguenze è stata pure IronFx, “che è incorsa in una passività di 2 milioni e mezzo di dollari con il financial provider Sucden Financial”, stando a quanto riportato dalla fonte.

“È molto probabile che la crisi abbia causato una perdita di fiducia da parte dei clienti, che hanno iniziato a chiedere il prelievo dei fondi. Il fatturato e il numero di clienti di IronFx devono essere rapidamente calati, causando l’impossibilità di coprire le spese con gli utili. A questo punto la società ha probabilmente iniziato a mettere le mani sui fondi dei clienti, che dovrebbero essere segregati. Ciò è stato possibile grazie ad una supervisione cipriota inefficiente o corrotta, disposta a chiudere più di un occhio, e che non ha mai controllato la segregazione dei fondi”.

2015: IronFx sospende prelievo dei fondi

In questo contesto non stupisce che, a partire dal gennaio 2015, moltissimi clienti europei ed extraeuropei si siano visti rifiutare il prelievo dei propri fondi da IronX. Questa circostanza è stata oggetto di moltissimi reclami, presentati alle autorità cipriote ed europee. I paesi più colpiti dal problema sono l’Ungheria, l’Italia (con centinaia e forse migliaia di vittime) e la Romania. Molti casi si registrano anche nell’Europa del nord. Nel giugno 2016 è stata persino presentata un’interrogazione alla Commissione UE da parte dell’europarlamentare ungherese Tibor Szanyi. 

Per giustificare il mancato esborso dei fondi, IronFx usa accusare I clienti di “attività irregolari di trading” mediante una lettera standard, identica per tutti I clienti, in cui non sono specificati I dettagli di dette attività irregolari (per esempio la data o il numero dell’operazione). Per non parlare del fatto che IronFx non ha mai fornito le prove di tali attività irregolari da parte dei clienti.

“Stranamente – spiega la lettrice nel raccontare la storia – questa lettera è stata inviata ad un gran numero di clienti che avevano richiesto un prelievo dopo aver fatto operazioni proficue. Comunque i prelievi sono stati rifiutati anche a clienti che chiedevano solo la restituzione del deposito iniziale, o di quello che rimaneva di detto deposito”.

Su esplicito consiglio degli organi di controllo, molti clienti hanno fatto ricorso alla Camera di Arbitrato e Mediazione di Cipro (Financial Ombudsman), che fino al maggio 2016 aveva ricevuto almeno 1251 ricorsi. Per effetto di una lacuna nella regolamentazione europea sulle SIM, la società non è ancora incorsa in nessuna sanzione.

Secondo la pertinente direttiva MiFID infatti qualsiasi società avente sede in uno stato membro può operare in tutta Europa, pur essendo però esclusivamente soggetta alla giurisdizione dello stato di origine. È un po’ il problema che si viene a presentare dopo la Brexit per quelle aziende europee che operavano da Londra in tutta Europa.  

Nel caso della SIM presunta truffatrice della clientela, significa però anche che “se lo stato di origine non effettua controlli e non impone sanzioni, la società può agire nella più assoluta impunità“, come spiega la nostra fonte, facendo intendere che tale protezione politica potrebbe essere “situata ai più alti livelli”.

“Cipro è una repubblica presidenziale, il cui presidente Anastasiades gode di ampi poteri. Egli si è fatto spesso fotografare accanto agli amministratori delegati di IronFx, e ha persino inaugurato la nuova sede della società” (come si può vedere anche nel video di un ex reporter della BBC).

In sostanza “qualsiasi SIM che non voglia o non possa soggiacere alla severa supervisione dei grossi stati europei, può stabilire la propria sede in un ‘paradiso regolatorio’, cioè in uno stato in cui i controlli sono sporadici e le disposizioni europee non vengono prese troppo alla lettera”.

Broker multato, ma clienti non hanno visto un soldo

Contro IronFx sono stati presentati moltissimi reclami alla CySEC, che per mesi non ha mai risposto ad un solo reclamo. La lettrice che ci ha segnalato il caso ha anche creato un gruppo su Facebook “IronFx clients”.

Soltanto nell’agosto 2015, probabilmente sotto la pressione di altri organi di controllo europei, la CySEC ha annunciato pubblicamente di aver iniziato un’investigazione, il cui esito è stata una multa di 335.000 euro (quasi il massimo), patteggiata con IronFx nel novembre 2015. La CySEC non ha mai reso noti i motivi della multa e i risultati dell’investigazione.

Con la scusa del “segreto di ufficio” tutti gli organi di controllo in Europa si rifiutano di comunicare ai clienti qualsiasi dettaglio relativo alle infrazioni di legge verificate. “La protezione delle SIM è evidentemente più importante della protezione dei consumatori”, denuncia la fonte.

Dopo la multa non è stata avviata infatti alcuna procedura per la compensazione dei clienti. Con un suggerimento in fondo cinico, gli organi di controllo invitano i clienti danneggiati a “rivolgersi al tribunale”. Considerati i costi di un procedimento all’estero e la durata dello stesso, si tratta di una via non praticabile per i piccoli investitori.

Per questo motivo una direttiva europea (2013/11/EU) prevede che ciascuno stato membro istituisca una Camera di Arbitrato competente per la Risoluzione Alternativa delle Controversie anche nel settore finanziario. Ma il Financial Ombudsman di Cipro non ha ancora risolto alcuna controversia contro IronFx e non sembra nemmeno rispondere ai criteri di qualità previsti dalla direttiva sopra citata (per esempio indipendenza e trasparenza).

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