Borse in apprensione per escalation dazi: alert da dollaro e rendimenti Bond

19 settembre 2018, di Daniele Chicca

Se da un lato le Borse allungano la striscia positiva, i Bond americani, così come altri beni rifugio come lo yen giapponese, sono scesi su minimi pluriennali. Il rendimento a 10 anni dei Treasuries Usa è salito ancora ben oltre il 3%. E andando a guardare il rapporto tra dollaro Usa e curva dei rendimenti obbligazionari dei Treasuries si nota qualcosa di strano.

L’analista di BNY Mellon Simon Derrick osserva nella sua morning note sui mercati come da metà agosto, quando è scoppiata la crisi delle valute emergenti, a oggi i due livelli siano sempre più convergenti. A un appiattimento della curva ha corrisposto un indebolimento della divisa americana. Una correlazione di questo tipo indica che i mercati sono preoccupati circa la durata del ciclo rialzista, che potrebbe quindi essere agli sgoccioli, secondo loro.

Sul Forex la prova del dollaro è molto variabile ultimamente, per via delle notizie contrastanti provenienti da calendario macroeconomico, dal versante politico e per quanto riguarda le aspettative di politica monetaria. Dal 2019 la Federal Reserve potrebbe definitivamente riportare alla normalità la sua strategia, riducendo il bilancio e accelerando il ciclo dei rialzo dei tassi. Le tensioni sul fronte commerciale, tuttavia, rappresentano un’incognita notevole per il futuro del biglietto verde.

Dopo che Donald Trump ha ufficialmente imposto dazi del 10% su altri 200 miliardi di dollari di prodotti importati dalla Cina (e le tariffe potrebbero salire anche al 25%) ormai la metà dei beni made in China è stata sovrattassata. Le ritorsioni della Cina sono state tuttavia contenute (60 miliardi di prodotti colpiti). Pechino ha risposto con contromisure senza aspettare che i dazi Usa entrassero in vigore.

Nella più classica delle escalation, il rischio ora è che Washington rincari la dose e imponga tariffe anche su ulteriori import del valore pari a 267 miliardi di dollari. Da parte sua, la Cina potrebbe ricorrere alle “opzioni nucleari”: liquidare Treasuries Usa, svalutare lo yuan e colpire il dollaro nelle transazioni internazionali. Ma per ora sui mercati sembra prevalere l’ottimismo.

Il Liveblog è terminato

18 settembre 201810:20

I rendimenti dei titoli di Stato americani a 10 anni hanno toccato ieri i massimi di quattro mesi. Il tasso della scadenza di riferimento ha raggiunto il 3,018%, livello che non si vedeva più fa fine maggio ormai. Venerdì scorso aveva chiuso al 2,994%.

18 settembre 201810:24

Apertura in lieve rialzo per Piazza Affari, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,1%, tra listini europei misti, ma poco mossi. Ferrari e Moncler guidano il listino milanese in avvio, con guadagni oltre il punto percentuale.

18 settembre 201814:01

I mercati giudicano “misurata” la risposta della Cina ai nuovi dazi imposti ieri dall’amministrazione Trump. Le Borse principali raddrizzano la testa dopo la giornata storta della vigilia.

18 settembre 201814:05

In Asia la seduta è particolarmente positiva dopo i balzi della Borsa di Shanghai e di quella giapponese. Anche in Europa la prova è buona, con l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 trascinato in rialzo da case automobilistiche e gruppi minerari

L’escalation della guerra commerciale si è concretizzata ma i mercati, anche quelli emergenti, se l’aspettavano e anzi, si stima che la ritorsione della Cina sarà meno violenta del temuto. Le Borse dell’area sono in progresso mentre le valute, che attraversano una fase molto difficile, sono stabili sebbene la battaglia a colpi di dazi alimenti timori circa la crescita economica.

18 settembre 201814:20

Secondo Wilbur Ross, segretario americano del Commercio, la Cina avrebbe ormai finito le sue munizioni nella guerra commerciale e non può fare molto per contrastare l’azione del governo Trump. Non è esattamente dello stesso avviso Standard & Poor’s. Secondo l’agenzia di rating la temuta escalation della battaglia a colpi di dazi è arrivata e rischia di compromettere il morale, causando un vero e proprio “shock” del sentiment.

Pechino, visto che gli Usa esportano solo 130 miliardi di dollari l’anno in Cina (dati del 2017), non può arrivare ai 200 miliardi di valore di beni colpiti dagli americani. Ma l’economia è talmente interconnessa su scala globale che la Cina ha diverse frecce al suo arco: potrebbe smettere di comprare Treasuries usa e liquidare le sue posizioni, oppure potrebbe lanciare una guerra valutaria, svalutando lo yuan oppure ancora potrebbe impedire ad alcune aziende Usa di accedere al mercato cinese, che è sempre più redditizio.

18 settembre 201815:31

La Cina ha risposto ai nuovi dazi per 200 miliardi di dollari imposti dagli Usa imponendo tariffe su prodotti importati dall’America per un valore complessivo pari a 60 miliardi di dollari. A riferirlo è Reuters.

18 settembre 201815:42

Il botta e risposta nella guerra dei dazi non sembra per ora intaccare gran che la fiducia degli investitori, con la Borsa americana che tiene duro. Le misure punitive dell’amministrazione Trump in un primo momento hanno fatto traballare l’azionario, i Treasuries Usa e il dollaro, alimentando invece gli acquisti di yuan e di titoli azionari cinesi. Ma oggi il Dow Jones guadagna lo 0,37%, il Nasdaq lo 0,51% e l’S&P 500 lo 0,3%.

Poco prima dell’avvio degli scambi a Wall Street la Cina ha risposto alle tariffe Usa con dazi per 60 miliardi di dollari, contro i 200 miliardi degli Usa, ma i trader non hanno reagito negativamente. Le Borse hanno perso un po’ di slancio in Europa, ma la Borsa Usa ha aperto in rialzo e anche rame e dollaro australiano, solitamente sensibili alle tensioni commerciali, sono in progresso.

“È notevole che il mercato tenga così bene”, osserva a Reuters l’Head of Macro Strategy di Rabobank, Elwin de Groot. “È un’escalation evidente del conflitto comerciale e ci avviciniamo a una situazione nella quale si può quasi parlare di una guerra a tutto campo”, un evento che non è affatto positivo per i mercati.

18 settembre 201815:43

Il botta e risposta nella guerra dei dazi non sembra per ora intaccare gran che la fiducia degli investitori, con la Borsa americana che tiene duro. Le misure punitive dell’amministrazione Trump in un primo momento hanno fatto traballare l’azionario, i Treasuries Usa e il dollaro, alimentando invece gli acquisti di yuan e di titoli azionari cinesi. Ma oggi il Dow Jones guadagna lo 0,37%, il Nasdaq lo 0,51% e l’S&P 500 lo 0,3%.

Poco prima dell’avvio degli scambi a Wall Street la Cina ha risposto alle tariffe Usa con dazi per 60 miliardi di dollari, contro i 200 miliardi degli Usa, ma i trader non hanno reagito negativamente. Le Borse hanno perso un po’ di slancio in Europa, ma la Borsa Usa ha aperto in rialzo e anche rame e dollaro australiano, solitamente sensibili alle tensioni commerciali, sono in progresso.

“È notevole che il mercato tenga così bene”, osserva a Reuters l’Head of Macro Strategy di Rabobank, Elwin de Groot. “È un’escalation evidente del conflitto comerciale e ci avviciniamo a una situazione nella quale si può quasi parlare di una guerra a tutto campo”, un evento che non è affatto positivo per i mercati.

18 settembre 201816:00

Secondo Fawad Razaqzada di Forex.com gli investitori mondiali in Borsa sono soddisfatti del fatto che la risposta della Cina ai dazi imposti da Donald Trump non sia stata troppo severa. “La misura della Cina non è ultra aggressiva ed è contenuta”. Pechino imporrà tariffe del 10% su beni che in precedenza dovevano essere tassati al 20-25%, mentre i prodotti che dovevano subire un dazio 10% subiranno una punizione dimezzata del 5%.

The US stock markets, and the German DAX, today

18 settembre 201816:52

Dopo non essere riusciti a valicare la soglia del 3% ieri, i rendimenti dei titoli decennali del Tesoro Usa, complice uno stato d’animo positivo degli investitori che amano prendere rischi, sono balzati sui massimi dal 23 maggio.

La mancanza di una risposta adeguata o ultra aggressiva da parte della Cina ai dazi imposti da Trump ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai trader. Anche le voci di ulteriori misure di stimolo monetario in Cina hanno spinto i rendimenti in rialzo. Nel frattempo la curva dei rendimenti dei bond indicizzati all’inflazione si è invertia.

18 settembre 201817:44

Piazza Affari chiude la seduta in rialzo dopo una partenza in territorio negativo, con il listino Ftse Mib che guadagna lo 0,55%. In cima all’indice delle blue chip si piazzano Pysmian, Buzzi, TIM, Ferrari e Banca Generali. Negative Pirelli, Poste, Snam, Enel e Terna.

19 settembre 20189:15

Le Borse asiatiche sono favorite oggi dalle aspettative per un piano di stimolo monetario da parte della Cina, volto ad attutire l’impatto economico negativo dell’escalation della guerra dei dazi tra Washington e Pechino.

19 settembre 201810:17

I FAANG, colpiti dalla guerra dei dazi tra Cina e Usa, stanno per entrare una fase di mercato orso secondo Graham Summers. Il gruppo è in calo del 15% dai massimi assoluti toccati quest’anno.

19 settembre 201812:33

La banca danese Danske Bank, nella bufera per l’ipotesi di riciclaggio da parte della sua filiale estone su transazioni provenienti da Russia, Azerbaigian e Moldavia, ha fatto sapere oggi di non essere in grado di valutare l’esatta quantità di denaro riciclato nella sua filiale estone tra il 2007 e il 2015, e ha annunciato le dimissioni del suo AD, Thomas Borgen.

L’istituto di credito ha anche tagliato le previsioni dell’utile per l’anno a 16-17 miliardi di corone danesi dalla stima precedente di 18-20 miliardi. A febbraio si vociferava che membri della famiglia Putin e dei servizi segreti russi avessero utilizzato la filiale estone per un riciclaggio di denaro.

19 settembre 201813:31

I rendimenti obbligazionari salgono ancora mentre le Borse sono fiacche. I future sui principal indici della Borsa Usa e l’indice paneuropeo sono poco variati al momento.

Sul Forex l’euro sale dello 0,11% a 1,1679 dollari. Tra le materie prime, il contratto sul WTI sul petrolio guadagna lo 0,11% a 69,77 dollari al barile.

19 settembre 201813:36

negoziati sulla Brexit hanno incontrato un altro ostacolo che rende più difficile il raggiungimento di un’intesa tra i due blocchi prima della scadenza del tempo.

Secondo quanto riportato dal The Times, il governo di Theresa May ha deciso di respingere l’ultima proposta dell’Unione Europea per tentare di risolvere i problemi che si verranno a creare al confine irlandese una volta che l’Irlanda del Nord uscirà dall’Ue.

La divisa britannica scambia in rosso in area $1,312 dopo che – in seguito ai dati sorprendentemente alti sull’inflazione (2,7% contro il +2,4% previsto in agosto) aveva toccato i massimi di otto settimane a quota $1,32 (vedi grafico sotto riportato).

19 settembre 201813:48

negoziati sulla Brexit hanno incontrato un altro ostacolo che rende più difficile il raggiungimento di un’intesa tra i due blocchi prima della scadenza del tempo.

Secondo quanto riportato dal The Times, il governo di Theresa May ha deciso di respingere l’ultima proposta dell’Unione Europea per tentare di risolvere i problemi che si verranno a creare al confine irlandese una volta che l’Irlanda del Nord uscirà dall’Ue.

La divisa britannica scambia in rosso in area $1,312 dopo che – in seguito ai dati sorprendentemente alti sull’inflazione (2,7% contro il +2,4% previsto in agosto) aveva toccato i massimi di otto settimane a quota $1,32 (vedi grafico sotto riportato).

19 settembre 201815:58

Wall Street apre in rialzo con il Dow Jones in progresso dello 0,47% e l’S&P 500 dello 0,09%. In Europa il Dax sale dello 0,34% e l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 dello 0,29%. Sul Forex l’euro oggi è poco variato a 1,1662 dollari, ma ha perso il 2,91% da inizio anno rispetto al dollaro.

19 settembre 201815:58

Sul fronte obbligazionario le pressioni del M5S esercitate sul ministro dell’Economia Giovanni Tria per alzare il rapporto deficit Pil al 2,5% dall’1,6% previsto dal MEF pesa sul sentiment. Luigi Di Maio vorrebbe che in manovra venissero messi a bilancio 28 miliardi, 10 dei quali da destinare al cosiddetto “reddito di cittadinanza”.

Il rendimento decennale dei Btp è salito di 0,82 punti al 2,83% quest’anno per via delle apprensioni circa la stabilità del debito pubblico italiano da 2.300 miliardi in vista della legge di bilancio di questo autunno. Intanto il Bund analogo a 10 anni ha visto salire leggermente il rendimento nel 2018, di 6 punti base allo 0,48%.

19 settembre 201816:29

Sul Forex al momento il dollaro americano scambia non lontano dai minimi di sette settimane rispetto al paniere di divise concorrenti (Dollar Index), mentre le valute legate alle materie prime continuano a rafforzarsi, come conseguenza dell’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina.

19 settembre 201817:44

Le Borse mondiali sono in rialzo per un secondo giorno di fila, mentre gli asset considerati beni rifugio per eccellenza come oro, Bond Usa e yen giapponese sono scivolati a minimi pluri settimanali. A favorire l’appetito per il rischio è la speranza che le tensioni commerciali tra Usa e Cina facciano meno danni di quanto temuto inizialmente.

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