Boom in Spagna: risorge da crisi ma fine di Rajoy è vicina

18 aprile 2018, di Alessandra Caparello

MADRID (WSI) – Fa riflettere il caso della Spagna che oggi, a dispetto di anni di grave recessione economica, appare in pieno boom ma invece che in un certo senso complimentarsi con il suo primo ministro, gli va contro.

Mariano Rajoy è stato eletto nel 2015 quando la disoccupazione spagnola era oltre il 20 per cento dopo anni di austerità punitiva e dovette respingere con forza una serie di accuse di corruzione nei confronti suoi e del suo partito. Eppure Rajoy negò le accuse e ora l’economia della penisola iberica è in piena espansione.

Eppure gli elettori stanno abbandonando Rajoy come mai prima d’ora. Gli ultimi sondaggi suggeriscono il partito popolare al governo potrebbe subire il suo peggior risultato elettorale a meno che il suo leader possa riprendersi prima della fine del suo mandato nel 2020.

“Rajoy ha sfidato la logica politica per diversi anni, ma gli elettori non sono disposti a dargli più spazio”.

Così a Bloomberg David Pac Salas, un professore di sociologia presso l’Università di Saragozza. Le manifestazioni di anziani che protestano contro un aumento delle pensioni statali si sono affiancate alla  minaccia della secessione della Catalogna anche se il tasso di disoccupazione è al suo livello più basso in quasi dieci anni. Ma la rabbia fra gli elettori di Rajoy riguarda un problema più profondo: il primo ministro sta perdendo il suo tocco magico.

Dall’autunno scorso, quando è scoppiata la crisi catalana, il Primo Ministro ha fatto marcia indietro nei sondaggi ed è stato superato dal rivale emergente Ciudadanos. Il partito è emerso come una forza nazionale nel 2015 offrendo agli elettori un’alternativa favorevole al mercato per il centro-destra PP per la prima volta. Se le elezioni nazionali si tenessero ora, Ciudadanos vincerebbe con il 26 per cento dei voti contro il 24 per cento del partito Popolare, la sua peggiore prestazione mai registrata. Rajoy ha un anno di tempo per cambiare le cose altrimenti il suo destino è segnato come ha sottolineato anche Narciso Michavila, presidente dell’istituto sondaggio GAD3 e consigliere occasionale del partito di Rajoy.

“I venti del cambiamento sono abbastanza forti e gli elettori stanno cercando una via d’uscita”.

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