Futuro ambasciatore Usa in Ue: “Svendete l’euro”, è finito

26 gennaio 2017, di Daniele Chicca

Il futuro ambasciatore Ue degli Stati Uniti, che potrebbe essere cooptato a giorni da Donald Trump, è estremamente pessimista sul futuro del progetto europeo. L’americano Ted Malloch non è nemmeno sicuro se tra 12 o 18 mesi avremo ancora l’Unione Europea come la conosciamo oggi.

Sono le ultime dichiarazioni al fulmicotone del professore, il cui consiglio è quello di speculare al ribasso sull’euro. “Se c’è una cosa che farei quest’anno questa è shortare la moneta unica“, ha dichiarato alla Bbc Malloch, che l’anno scorso si era schierato a favore della Brexit.

“Non sono certo che ci sarà un’Unione Europea in cui intavolare dei colloqui. La prima cosa che farei nel 2017 è shorare l’euro. Penso che sia una valuta non soltanto in crisi, bensì che ha un serio problema e che pertanto potrebbe fare crac in un anno, un anno e mezzo” di tempo.

Se Trump confermerà Malloch (è stato Nigel Farage a fare il suo nome) sarà l’ennesima scelta controversa del neo presidente Usa per il suo team alla Casa Bianca. Un illustre professore che dice la verità senza peli sulla lingua sulla situazione critica dell’area euro non può che rendere le discussioni tra capi diplomatici più stimolanti. Probabilmente alimenterà i dibattiti sui grandi media per diverso tempo.

Allo stesso tempo Malloch, ex Senior Fellow dell’Aspen Institute, non è il solo a citare la possibilità di un collasso della regione. L’argomento non è più tabù. Sono sempre più numerose le personalità di spicco del mondo economico e politico che non ritengono più impossibile una spaccatura dell’euro, nonostante il “Whatever it takes” pronunciato da Mario Draghi, il presidente della Bce, nel luglio del 2012.

Malloch, 64 anni, non è l’ultimo arrivato tra gli intellettuali: è autore di una serie di libri bestseller ed è il presidente e amministratore delegato di Global Fiduciary Governance, LLC, una società di consulenza strategica per leader, ed è stato in precedenza chairman e AD del Roosevelt Group. È stato soprannominato dalla Lady di Ferro Margaret Thatcher uno “sherpa globale”.

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