Wall Street chiude con il segno più tra dati macro e utili

22 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude la seduta in rialzo sostenuta dai dati sull’inflazione, che allontanano l’ipotesi di un rialzo dei tassi nel breve termine, e una serie di trimestrali superiori alle attese. Il Dow sale dello 0,37% 17.114 punti, il Nasdaq mette a segno un rialzo dello 0,,71% a 4.456 punti mentre lo S&P 500 guadagna lo 0,53% a 1.984 punti.

Il mercato guarda con distacco agli sviluppi sul fronte internazionale: l’Occidente preme sul presidente russo Vladimir Putin affinche’ faciliti le indagini sul volo MH17 altrimenti rischia l’isolamento e ulteriori sanzioni. Il petrolio ha chiuso in ribasso: il contratto ad agosto e’ calato di 17 centesimi a 104,42 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani si avviano a chiudere sulla parita’ con rendimenti al 2,465% per il benchmark decennale e al 3,25% per il titolo trentennale. Tra le valute, l’euro cala a 1,3522 dollari e il biglietto verde avanza a 101,43 yen.

Giornata densa di utili societari. A partire da Coca Cola che ha archiviato il secondo trimestre dell’anno con un utile per azione di 0,58 dollari e un utile per azione non-gaap di 0,64 dollari, a fronte di attese Reuters per 0,63 dollari. Nello stesso periodo dell’anno, la società ha visto ricavi netti operativi per 12,57 miliardi di dollari rispetto ai 12,75 miliardi dell’anno precedente a fronte di attese Reuters per 12,83 miliardi.

McDonald’s ha visto calare dell’1% l’utile del secondo trimestre, a causa delle difficolta’ nell’attrarre nuovi clienti, cosa che secondo la societa’ non cambiera’ in fretta. La previsione e’ infatti che le vendite dell’intero anno siano relativamente simili alla performance deludente vista nei primi sei mesi, tanto piu’ che non sono attesi cambiamenti operativi di rilievo, come ha detto l’amministratore delegato Don Thomspon. McDonald’s ha riportato profitti per 1,39 miliardi di dollari, contro gli 1,4 miliardi dell’anno scorso. L’utile per azione e’ salito da 1,38 a 1,40 dollari, complice una riduzione del flottante.

Lockheed Martin (+2,75%) ha visto profitti in aumento a quota 889 milioni di dollari (dai 859 milioni del periodo aprile-giugno del 2013) ma ricavi in calo dell’1% a 11,31 miliardi. Il più grande contractor al mondo nel comparto della difesa ha alzato le stime sugli utili del 2014, frutto di costi pensionisti più contenuti e un outlook migliore delle attese per la divisione legata allo spazio. Lockheed Martin ha inoltre detto che si stanno per concludere le indagini che dopo un incendio al motore hanno portato il Pentagono a mettere a terra i suoi caccia F-35 rallentando le operazioni di test in vista del previsto debutto a luglio nei Marines.

Verizon Communications (+0,53%) ha invece visto un +88% degli utili grazie alla recente acquisizione della quota che ancora non possedeva in Verizion Wireless (era nelle mani di Vodafone) e a un forte incremento degli abbonati a servizi di lungo termine legati ai loro tablet. I profitti sono arrivati a 4,21 miliardi di dollari, o 1,01 dollari per azione contro attese per 90 centesimi per azione. I ricavi sono cresciuti del 5,7% a 31,48 miliardi, il più alto tasso di crescita da sei trimestri.

Attesi gli utili dei giganti Apple e Microsoft che pubblicheranno i numeri dopo la chiusura degli scambi.

Riflettori puntati oggi sull’inflazione: i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti in giugno dello 0,3% in linea con le attese degli analisti, mentre la sola componente core, al netto di componenti alimentari ed energetiche, e’ salita dello 0,1%, un decimo meno delle aspettative del consensus. Su base annua, i prezzi al consumo sono cresciuti in giugno del 2,1%, invariato rispetto a maggio, mentre relativamente alla sola componente core, l’incremento e’ stato dell’1,9%, un decimo in meno rispetto al mese precedente.

“Sebbene gli americani abbiano pagato di piu’ il mese scorso per fare il pieno alle loro auto (+3,3% su base mensile il costo della benzina), non ci sono segni di un rialzo dei prezzi tale da preoccupare la Federal Reserve: i prezzi dei generi alimentari hanno rallentato, quelli dei veicoli sono scesi e quelli dei prezzi dei servizi medici sono rimasti invariati. Ecco perche’ la componente core, quella che esclude cibo ed energia, e’ salita solo dello 0,1% a maggio, il minore incremento da febbraio. Cio’ riduce i timori di un rialzo anticipato dei tassi di interesse, cosa che incoraggia gli investitori a puntare soprattutto sui titoli di stato a breve scadenza (che sono rimasti recentemente sotto pressione)” sottolineano gli analisti.

Sopra le attese il dato sulle vendite delle case esistenti, che a giugno sono aumentate del 2,6% a 5,04 milioni di unità. Si tratta del più alto livello dallo scorso ottobre. Gli economisti avevano previsto un aumento a 5 milioni di unità.

Indicazioni positive sono arrivate dall’attività manifatturiera nel distretto di Richmond. L’indicatore rilasciato dalla Federal Reserve segnala a luglio un incremento complessivo a 7 punti dai 3 giugno a fronte di attese di una lettura a 8 punti. Sale a 3 da 2 il sottoindice relativo alle spedizioni. Deciso miglioramento per i ricavi retail (da -3 a +15). Passano da 6 a 12 i ricavi relativi ai servizi.

Sul valutario, euro -0,27% a $1,3486.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,41% a $105,02 il prezzo dell’oro -0,57% a quota $1.306,40 l’oncia.