Wall Street, inizio d’anno da paura. Crolla Dow Jones -450 punti, poi recupera

4 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Parte all’insegna delle vendite la prima seduta del 2016 di Wall Street. Pesa l’andamento delle borse mondiali, messe a tappeto dal crollo del mercato azionario cinese e da rinnovate tensioni geopolitiche tra Arabia Saudita e Iran.

Dopo aver perso oltre 450 punti durante la seduta, il Dow Jones recupera parte delle perdite e nel finale si attesta a 17.149 punti (-1,58%, – 276 punti). L’indice delle 30 blue chip ha chiuso il 2015 per la prima volta in calo dal 2008 (-2,2%). L’anno precedente aveva guadagnato il 7,5%.

Lo S&P 500 flette dell’1,51%, recuperando la soglia dei 2.000 persi nell’intraday (2.013 punti). L’indice benchmark ha archiviato lo scorso anno con la prima flessione dal 2011 (-0,7%), la peggiore dal 2008, dopo il +11,4% registrato nel 2014. Il Nasdaq lascia sul terreno oltre il 2% a 4.903 punti. L’indice tecnologico e’ riusciuto a mettere a segno il quarto anno di fila in rialzo (+5,7%), ma con meno slancio rispetto al 2014 (+13,4%).

Lo Shanghai Composite ha perso il 6,86% e lo Shenzhen Composite ha chiuso in ribasso dell’8,2%, la sua peggiore seduta da inizio 2007.

A provocare preoccupazioni tra gli investitori e’ nuovamente la Cina: nella seconda economia al mondo, il Pmi manifatturiero a dicembre si e’ contratto per il 10esimo mese di fila. Inoltre la People’s Bank of China ha permesso allo yuan di indebolirsi per la quinta seduta consecutiva. Non aiuta che in Germania l’inflazione si sia inaspettatamente contratta a dicembre (-0,1% su novembre); su base annuale i prezzi al consumo sono cresciuti soltanto dello 0,6%, segno di come la stabilita’ dei prezzi sia ancora un miraggio per la Banca centrale europea che lo scorso marzo ha lanciato un programma di acquisto di bond proprio per centrare quell’obiettivo.

Archiviato un secondo anno di fila in ribasso, del 30,5% nel 2015 dopo il -45% del 2014, il petrolio oggi guadagna terreno: ieri Ryad ha tagliato le sue relazioni diplomatiche con Teheran e oggi hanno fatto altrettanto gli alleati Sudan e Bahrain mentre gli Emirati Arabi Uniti li hanno per il momento ridotti. Le tensioni settarie arrivano dopo che sabato scorso l’Arabia Saudita ha giustiziato l’imam e attivista sciita Nimr al-Nimr. A quell’esecuzione ha fatto seguito un attacco all’ambasciata saudida nella capitale iraniana da parte di manifestanti.

Il crollo dell’azionario cinese ha riacceso l’avversione al rischio nei mercati finanziari mondiali nel primo giorno di trading del 2016. Di conseguenza sul mercato obbligazionario, i Treasury sono protagonisti di un rally con volumi molto alti. Il decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – scendere al 2,2268% dal 2,273% di giovedi’ scorso, l’ultima seduta del 2015 prima di un lungo fine settimana festivo. Il 2014 era finito al 2,173% e il 2013 al 3,03%. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,178%