Wall Street a nervi tesi per voto riforma Obamacare, quello che c’è da sapere

23 Marzo 2017, di Alberto Battaglia

In mattinata a Wall Street, in attesa del voto sulla sostituzione dell’Obamacare, tutto sembrava sotto controllo. L’indice S&P 500 ha realizzato un rialzo dello 0,11% nella prima parte di seduta; ma l’aspettativa del mercato è enorme per la prima grande prova politica per la nuova amministrazione Trump. Non appena è arrivata la notizia circa il rinvio del voto alla Camera a lunedì, per mancanza di voti a favore sufficienti, il mercato Usa ha perso la bussola e i listini azionari principali hanno intrapreso la strada dei ribassi, seppure moderati.

Il Dow Jones ha perso circa 5 punti, con UnitedHealth che ha influito negativamente sui corsi azionari del paniere delle blue chip. A un certo punto il listino dei 30 titoli a maggiore capitalizzazione guadagnava anche 96 punti. L’S&P 500 è scivolato dello 0,1%, dopo aver toccato picchi al rialzo del +0,45%. In questo caso sono stati i settori energetico e health care a trainare al ribasso l’indice. Il paniere dei tecnologici del Nasdaq ha lasciato sul campo lo 0,1%, una variazione percentuale che si confronta con i massimi di seduta testati a +0,36%.

Se la legge sull’assistenza sanitaria dovesse naufragare, il timore di molti analisti è che si allontanerebbero gli ambiziosi piani di riforma fiscale al centro dell’agenda economica del nuovo presidente degli Stati Uniti. Secondo le recenti esternazioni del deputato repubblicano Kevin Brady la caccia ai 215 voti necessari per far passare il “bill” alla Camera dei rappresentanti è vicina (“al 95%”) ad assicurare la buona riuscita della riforma, ma insufficiente a garantire un successo.

Anche se il voto era previsto per oggi, giovedì, non si dovrebbe decidere nulla prima di lunedì. Le divisioni in seno al partito conservatore non sono state sanate in tempo. Da parte dei leader repubblicani, un partito sempre più frammentato sulla questione del controverso piano di assistenza medica, si è subito fatto presente che le tempistiche si sarebbero potute allargare; qui esiste la possibilità che gli investitori interpretino il rinvio come un segno di debolezza.

“C’è stato un mucchio di ottimismo in merito all’amministrazione Trump, questo [dell’Obamacare Ndr.] potrebbe ben essere il primo contrattempo”, ha dichiarato a Reuters Erik Davidson Cio presso Wells Fargo Private Bank, “ciò che il mercato vuole e che si vada oltre la questione sanitaria così da proseguire verso la riforma fiscale”.

È infatti su questo punto che si concentrano le maggiori aspettative rialziste, visto che in campagna elettorale Trump aveva promesso una sforbiciata dell’imposta federale sui redditi delle società dal 35 al 15% (anche se in tempi più recenti il taglio non è stato quantificato).

Per il momento non si può dare per scontato l’accordo con la House Freedom Caucus, il gruppo conservatore repubblicano i cui 29 voti in aula sono condizionati da posizioni assai più radicali sul tema della sanità. Il membro del Caucus, Ted Yoho ha dichiarato a Cnbc che voterà contro il piano sanitario del GOP (il partito Repubblicano), essendo a favore di “una completa abrogazione” dell’Obamacare; ha però riconosciuto che le trattative sono tuttora in corso e che “ci si sta avvicinando” a un nuovo accordo.

Nelle ultime ore Politico aveva sostenuto che alla House Freedom fosse stato promesso un disegno di legge in grado di ridurre le prestazioni minime erogabili dalle assicurazioni sanitarie. Trump aveva detto che il voto sarebbe stato molto equilibrato “ma abbiamo la chance di vincere“. Un incontro tra i leader del partito al governo e che gode di una maggioranza al Congresso è stato convocato per la mezzanotte italiana, il che fa pensare che l’offerta ‘prendere o lasciare’ del presidente sia stata rifiutata.