Vivere fino a 140 anni: Silicon Valley e il business dell’immortalità

20 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Accettare il tempo che passa non è per nulla facile e da sempre l’uomo è affascinato dal mito dell’immortalità. Per questo la grande sfida per il futuro è quella di allungare la vita arrivando fino a 140 anni.

Ci provano big farmaceutici come Novartis ma anche i colossi del tech come Google creando un vero e proprio business dell’immortalità. Pochi giorni fa la Food and drug admnistration americana ha dato lok al Car-T, un trattamento sviluppato dal colosso Novartis contro una forma di leucemia che utilizza cellule del sistema immunitario, che vengono estratte, modificate  poi rimesse nell’organismo. Il tutto però ha un costo, esorbitante di 475 mila dollari.

La longevità costa e non a caso lo storico israeliano Yuval Noah Harari ha sostenuto nel 2050 chiunque sia in buona forma fisica, e abbia un buon conto in banca, possa avere una reale opportunità di sconfiggere la morte, dieci anni alla volta, grazie al ricorso ad ingegneria genetica, medicina rigenerativa e nanotecnologie.

Anche la Silicon Valley ha iniziato a interessarsi della questione dell’immortalità. Il precedente Ceo e fondatore di Google Ventures Bill Marin ha creato una società, ben 4 anni fa, per affrontare proprio la sfida dell’invechiamento e delle malattie ad esso collegate, la società prendeva il nome di Calico (California Life Company) e ha come finalità quella di trovare accordi cono i più noti laboratori degli Usa, con 1 miliardo di dollari di investimenti e un migliaio di topi da usare come cavie.

Tra le ultime ricerche in fatto di longevità vi è la parabiosis, secondo cui la trasfusione di sangue giovane, sperimentata sui topi, si è rivelata utile nel riparare i tessuti. 8mila dollari a trasfusione  e una ricerca che è veramente ai confini con la fantascienza. Il tutto per rincorrere un sogno dell’uomo che si rifiuta di accettare il ciclo naturale della vita.