Visco: risparmiatori al sicuro ma banche devono cambiare

5 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Le banche devono tagliare i costi e se sarà necessario anche ridurre il personale, ricorrendo agli ammortizzatori sociali esistenti. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel corso di una lunga intervista alla stampa.

“Le banche sono imprese, anche loro devono pensare a un nuovo modello di business. Con le nuove tecnologie c’è meno bisogno di personale, è necessario proseguire nella riduzione di una presenza territoriale eccessiva. Dovranno tagliare i costi e nel breve periodo questa sarà la cosa più difficile. Se si dovrà ridurre il personale occorrerà usare al meglio gli ammortizzatori sociali esistenti e, eventualmente, anche pensare a integrarli con interventi ad hoc”.

“Non è come il 2011, il mio primo anno da Governatore della Banca d’Italia. Allora dovemmo gestire una vera crisi finanziaria dovuta al rischio di una rottura dell’euro; oggi bisogna risolvere i problemi di alcune banche e garantire che il risparmio degli italiani stia al sicuro, e lo faremo”: sono sempre le parole del governatore di Bankitalia.

Nell’intervista al Corriere della Sera Visco esclude che si possa parlare di un nuovo attacco all’Italia, ma per le vacanze preferisce non allontanarsi troppo da Roma, visti anche le puntate speculative al ribasso degli ultimi giorni contro i titoli del settore bancario del nostro paese. I mercati finanziari hanno perso la fiducia nella credibilità degli stress test, che non hanno per esempio tenuto conto né della Brexit né di periodi di tassi negativi prolungati.

Secondo il capo della banca centrale italiana le banche, con l’eccezione di Mps, “hanno dimostrato una buona tenuta”. Lo dice nonostante la media italiana sia risultata tra le più basse d’Europa in termini di rapporto di capitale Tier1 (7,6%), davanti solo ad Austria e Irlanda.

“I mercati per ora non distinguono con sufficiente chiarezza i problemi specifici di un istituto rispetto alla generalità. Gli stress test non sono andati male, ma vanno interpretati”.

Su Mps, sul cui salvataggio si decide il futuro dell’Europa intera e non solo dell’Italia, Visco cerca di spiegare cosa è andato storto: “viene da un periodo difficile, è in ristrutturazione, e per la banca lo stress test è stato particolarmente severo”.

Proprio il piano che prevede aumento di capitale da 5 miliardi e dismissione di 9,7 miliardi di crediti deteriorati potrebbe essere l’occasione per risolvere una volta per tutte i problemi accumulati nel tempo.

“È un piano impegnativo, che richiede tempo. Prima si portano le sofferenze fuori dal bilancio, recuperando redditività senza più il peso dei crediti inesigibili, poi si procede con l’aumento di capitale. Ci sono tutti i presupposti per il successo dell’operazione. Il Monte ha dimostrato di essere in grado di cambiare, è tornato in utile”.

Visco ha cercato di giustificare i ribassi pesanti che quest’anno hanno interessato i titoli delle banche italiane (ed europee più in generale) citando la solita cantilena dei mercati irrazionali ed “emotivi” che reagiscono a caldo e vivono nell’attimo, dimenticandosi di  guardare invece la situazione in termini di fondamentali e in un’ottica più a lungo termine.

“Bisogna aiutare gli investitori a distinguere. La crisi economica che si è abbattuta dopo il 2011 ha colpito l’Italia più della Grande depressione e questo spiega perché da allora a oggi abbiamo accumulato più crediti deteriorati che in altri Paesi europei. Di fronte a uno choc del genere nessun intervento può essere escluso, neanche l’intervento pubblico, ma solo la crescita è la vera cura di questo male”.

“Risparmiatori e obbligazionisti sono al sicuro”

Detto questo le banche devono cambiare e attuare piani di riduzione dei costi. Sulle sofferenze, non devono più trattarle come attivi residuali, controversie di natura legale. “Molte pratiche non sono informatizzate, ci sono incertezze sulla presenza di ipoteche e sulla natura dei prestatori di garanzie. Entro settembre le banche dovranno inviarci queste informazioni, sofferenza per sofferenza, oggetto di un nuovo, specifico flusso segnaletico”.

Quanto ai risparmiatori – nonostante le norme di bail-in introdotte, la crisi del settore e il precedente delle quattro banche regionali salvate dal governo a fine 2015 – possono sentirsi al sicuro, secondo Visco: “chi ha messo i soldi in banca, in un modo o nell’altro, non deve pensare che siano a rischio”.

Il discorso vale anche per gli obbligazionisti. “Ma c’è una differenza fondamentale tra le quattro banche poste in risoluzione a novembre scorso e il Monte dei Paschi. Nel primo caso le obbligazioni subordinate hanno dovuto far fronte alle perdite accumulate dalle banche. Nel caso di Mps il piano non prevede un ricorso a tali obbligazioni e, comunque, non si tratta di coprire perdite ma di effettuare un aumento di capitale”.

Fonte: Il Corriere della Sera