Vaccini, con Draghi l’Italia leader internazionale. Ritorneremo come negli anni ’90?

5 Marzo 2021, di Massimiliano Volpe

L’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi sta provocando un terremoto non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale, nei quali l’ex presidente della Bce si muove perfettamente a suo agio grazie alla sua esperienza e ai contatti di altro profilo coltivati nel corso della sua lunga carriera.

Dopo avere riorganizzato i vertici della protezione civile e del commissariato straordinario per l’emergenza coronavirus ora l’ex presidente della Bce è intervenuto a gamba tesa anche sul dossier vaccini.

I vaccini prodotti in Italia rimangono qui

Il premier Draghi, con l’avvallo della Commissione Europea, ha bloccato l’esportazione verso l’Australia di 250mila dosi di vaccino anti-Covid Astrazeneca infialate nello stabilimento italiano di Anagni.

Una mossa molto importate quella di Draghi perché l’Italia è il primo paese europeo che riesce a dare esecuzione al blocco dell’export dei vaccini disposto da Bruxelles a fine gennaio dopo la polemica con Astrazeneca per la riduzione delle consegne e il sospetto che l’azienda anglo-svedese avesse preferito rifornire il mercato britannico.

Una mossa autorevole quella di Mario Draghi con la quale l’Italia torna a giocare un ruolo di prestigio a livello internazionale dopo anni di oblio, persi in assurde polemiche su Bunga Bunga, primarie di partito, Papete, monopattini, e banchi a rotelle.

Draghi, le mosse in economia. Italia rivede gli anni ’90

Ora le prossime mosse di Draghi sono focalizzate sulle riforme (pubblica amministrazione, fisco e giustizia civile) e sulla messa a punto del recovery plan che a regime dovrebbero liberare risorse e avviare investimenti in grado di garantire insieme una crescita media del Pil del 3% all’anno e di ripagare l’enorme debito pubblico (atteso al 160% del Pil entro la fine dell’anno).

Insomma un motivo in più per tornare ad essere quello che l’Italia era negli anni ’90, la quinta potenza industriale mondiale, con un’economia fiorente e un debito pubblico sotto controllo. Ora siamo scesi al settimo posto ma la strada da fare è ormai segnata.

E’ bene precisare che il governo italiano ha potuto bloccare la fornitura di Astrazeneca perché l’Australia (dove i contagi sono molto limitati) non è un paese vulnerabile ai sensi del nuovo Regolamento europeo che esclude i paesi poveri dal blocco delle esportazioni dei vaccini.