Usa, continua la crescita più debole da tempi Grande Depressione

22 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Il prodotto interno lordo Usa è cresciuto nel terzo trimestre a un tasso annuo +2%. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio, è stato così rivisto al ribasso dal +2,1% reso noto qualche settimana fa. La buona notizia è che i consumi rimangono solidi, con gli americani che anzi stanno accelerando la propensione agli acquisti, sulla scia del rafforzamento del mercato del lavoro. La cattiva notizia è che le aziende stanno riducendo i loro investimenti, rispondendo a un contesto caratterizzato da debolezza delle esportazioni, calo dei prezzi del petrolio e profitti più bassi.

Un tasso di crescita inferiore al +3% è previsto anche per gli ultimi tre mesi del 2015; il che significa che l’economia americana si appresta a registrare un ritmo di espansione inferiore al suo potenziale per il decimo anno consecutivo, riportando così il periodo di crescita più debole dai tempi della Grande Depressione.

La revisione al ribasso del Pil è stata provocata soprattutto dai dati meno confortanti delle attese, relativi alle esportazioni e al minore accumilo delle scorte da parte delle aziende, rispetto a quanto reso noto qualche settimana fa.

In particolare, le esportazioni sono salite a un tasso dello 0,7%, contro il +0,9% atteso in precedenza. Le importazioni hanno fatto +2,3%, contro il +2,1% reso noto con il dato precedente.

Il valore delle scorte è salito inoltre di $85,5 miliardi, meno di $90,2 miliardi precedentemente riportati. Un quadro decisamente diverso da quello del secondo trimestre del 2015 quando, a fronte di un balzo del Pil +3,9%, le scorte erano salite di un valore equivalente a $113,5 miliardi.

Bene le notizie provenienti dal fronte immobiliare, con le spese per la costruzione di case aumentate su base annua +8,2% nel terzo trimestre, invece del +7,3% inizialmente comunicato.

Spese per consumi invariate con un tasso di crescita del 3%.  Alert invece dal settore corporate, con gli utili delle aziende al lordo delle tasse – tenendo conto degli opportuni aggiustamenti e del valore delle scorte – che sono scesi -5,1%, soffrendo il terzo calo degli ultimi quattro trimestri. La componente degli utili corporate è scesa su base trimestrale -1,6%, rispetto al rialzo +3,5% dei tre mesi precedenti.

A questo punto, è molto probabile, così come anticipato, che la Federal Reserve prosegua con il rialzo dei tassi in modo molto graduale. La Fed di Janet Yellen ha alzato i tassi per la prima volta in quasi 10 anni lo scorso 16 dicembre, ponendo ufficialmente fine all’era dei tassi a zero.