Uova sempre più care negli Usa e non solo. Ecco perché

23 Gennaio 2023, di Alessandro Pogliani

Nel contesto di elevata inflazione che ha caratterizzato l’ultimo anno, molti prodotti hanno subito rincari vertiginosi. Una delle categorie più volatili e colpite dall’aumento dei prezzi è stato il settore agroalimentare.

In questo scenario, tra i beni più colpiti figurano le uova. Il problema si è manifestato soprattutto negli Stati Uniti, dove il prezzo una dozzina di uova ha raggiunto a dicembre i 4,25 dollari, in aumento di 66 centesimi da novembre. Rispetto a un anno prima, il costo di 12 uova è più che raddoppiato, registrando un incremento del 138% su base annua. Il consumo di uova sta dunque diventando un “lusso” per i cittadini americani. Vediamo di seguito perché.

Uova più care a causa di un’epidemia

Un fattore scatenante di questa impennata è legato all’epidemia di influenza aviaria iniziata nel febbraio 2022. Il virus ha ucciso circa 60 milioni di volatili, tra cui 43 milioni di galline ovaiole commerciali. Gli allevamenti si stanno riprendendo, ma ci sono il 6% in meno di animali che depongono uova.

“I focolai ricorrenti di HPAI (influenza aviaria altamente patogena) hanno continuato a interrompere i normali modelli di produzione e commercializzazione fino a novembre, con un impatto negativo sulle attività di esportazione”, ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un rapporto diffuso a inizio gennaio. L’USDA ha affermato che i prezzi record delle uova hanno iniziato a diminuire, anche se “ci vorrà un po’ di tempo prima che questo si rifletta nei prodotti lattiero-caseari”.

Gli altri fattori che incidono sul costo delle uova

L’aumento del costo delle uova riflette anche i maggiori costi dei mangimi, dell’energia e dei carburanti per il trasporto, che si riflettono sul prezzo al consumatore finale.

Sulla carenza di uova, e dunque sul prezzo finale, incidono anche aspetti legali. Ad esempio, nello Stato del Colorado è stata introdotta una legge secondo cui i polli allevati localmente devono essere liberi da gabbie qualora le loro uova siano destinate alla vendita nei negozi di alimentari.

Sospetti di manovre illecite sui prezzi da parte dei produttori statunitensi

Oltre alle cause di cui sopra, ci sarebbe però anche un altro motivo alla base di questo aumento spropositato dei prezzi. Secondo Farm Action, un’organizzazione senza scopo di lucro che si batte contro l’influenza aziendale nel settore agricolo, i principali produttori di uova del Paese starebbero adottando pratiche sleali o ingannevoli per aumentare i profitti. L’organizzazione ha dunque inviato una lettera alla Federal Trade Commission (FTC) chiedendo di approfondire la questione.

A dicembre, Cal-Maine Foods, che controlla il 20% del mercato delle uova al dettaglio, ha riportato vendite trimestrali in aumento del 110% e profitti lordi in crescita di oltre il 600% su base annua. A sostegno di questi numeri da record, la società ha indicato l’incremento dei prezzi legato alla diminuzione delle forniture a livello nazionale per via dell’influenza aviaria.

Gli avvocati di Farm Action sottolineano però che la produzione di uova negli Stati Uniti è stata inferiore di circa il 5% a ottobre rispetto allo scorso anno e che le scorte di uova sono diminuite del 29% a dicembre rispetto all’inizio dell’anno. Un calo significativo, ma che secondo l’organizzazione potrebbe non spiegare del tutto l’aumento dei prezzi.

Il fenomeno delle importazioni illegali dal Messico

A causa dei prezzi elevati delle uova negli Stati Uniti, alle frontiere si sta persino registrando un incremento dei traffici illegali dal Messico.

Il San Diego Field Office ha recentemente notato un aumento delle uova intercettate, la cui importazione è vietata a causa dei virus che colpiscono le galline.

Nella maggior parte dei casi i viaggiatori dichiarano i prodotti, che vengono raccolti e distrutti. Altrimenti, i fermati incorrono in sanzioni da 300 dollari, che possono ulteriormente salire nel caso di recidività o di quantitativi considerati commerciali. La mancata dichiarazione di prodotti agricoli proibiti può comportare sanzioni fino a 10.000 dollari.

La situazione in altri Paesi

Il prezzo delle uova ha registrato corposi rincari anche in altri Paesi nel mondo. Nell’ultimo anno, in Europa si è assistito a un rincaro medio del 43%, con un picco del 76% in Francia e un minimo del 6% in Lussemburgo.

Anche in questo caso, una delle cause è legata all’influenza aviaria, che ha comportato l’abbattimento di oltre 50 milioni di animali, di cui almeno 200 mila in Italia. Pesa poi l’aumento dei costi connesso anche alla guerra in Ucraina.

In Asia, l’India si avvia a chiudere questo mese con un record di 50 milioni di uova esportate, grazie al boom di vendite in Malesia, dove si sono verificate gravi carenze a causa dei prezzi dei mangimi alle stelle che hanno costretto molti piccoli agricoltori a tagliare la produzione. A dicembre l’India ha fornito 5 milioni di uova alla Malesia, ne consegnerà 10 milioni a gennaio e fino a 15 milioni a febbraio.