Unicredit, sindacati bocciano ipotesi tassi negativi

11 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Sindacati sul piede di guerra contro la proposta di Unicredit di voler applicare, partire dal 2020, tassi negativi per i depositi superiori ai 100 mila euro. Una iniziativa che, senza troppi giri di parole, viene definita dalle principali sigle e sindacali di settore come “scellerata”.

“Se per te, Jean Pierre – affermano Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin in un comunicato congiunto, rivolgendosi all’amministratore delegato della banca – questa è un’alternativa perfettamente accettabile per noi non lo è e te lo faremo capire. È un’iniziativa scellerata che rischia di avere un impatto estremamente negativo su imprese, territori e lavoratori bancari. Siamo certi che questa ipotesi potrebbe solo aumentare le difficoltà che oggi affronta il settore del credito con effetti difficilmente ipotizzabili”.

“Ancora una volta – spiegano i sindacati – monsieur Kepi Blanc, Jean Pierre Mustier, tira fuori il coniglio dal cilindro, teorizzando nelle vesti di nuovo presidente della Ebf, e non in casa nostra bensì alla Bfm francese, l’applicazione di tassi negativi per la clientela del gruppo Unicredit con depositi oltre i 100mila euro. Questo secondo il Mustier-pensiero a tutela dei grandi patrimoni, cui genialmente pensa, a fronte della tassazione negativa sia più appetibile perseguire rendimenti poco più alti dello zero che non al di sotto”.

“Tuttavia – aggiungono le organizzazioni dei lavoratori – dietro l’arguta nobilitazione della proposta non possiamo non tirare le fila rispetto alla gravissima affermazione di inizio estate che etichettava il nostro paese come ‘non profittevole’ e all’idea delle ultime ore di creare una sub-holding tedesca, e non vedere una chiara e pericolosa operazione volta a indebolire il sistema paese determinando una fisiologica fuga di capitali dalla seconda banca del paese”.

“Anzichè applicare tassi negativi – concludono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – si studi, come da tempo suggeriamo, come usare profittevolmente i depositi bancari a vantaggio non solo degli azionisti e degli amministratori delegati ma a beneficio delle imprese, dei territori e delle famiglie del paese. A buon intenditore, poche parole”.