Ue infligge colpo di grazia alle banche europee

23 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Le banche europee sono di nuovo sotto pressione in Borsa, dove pagano la stretta sui livelli di capitale che verrà proposta dalla Commissione Ue. Le banche dovranno avere livelli di indebitamento del 3% e mantenere un cuscinetto di capitale tale da consentire di assorbire choc patrimoniali e rischi di liquidità a breve termine.

L’indice delle banche europeo (Stoxx 600 Banks) scambia in flessione dell’1% alle 12 italiane. I cali del comparto stanno comprettendo la prova degli indici azionari generali. Le azioni di Commerzbank, uno dei titoli più colpiti in seduta, perdono tre punti percentuali. Deutsche Bank cede l’1,5% e Credit Suisse il -2%.

Tra le banche maggiormente importanti a livello sistemico (“too big to fail“) il Financial Stability Board ha individuato due americane: Citigroup e JP Morgan sono ritenuti i due istituti di credito che più mettono a repentaglio l’intero sistema finanziario globale. Le due banche dovrebbero avere pertanto un cuscinetto di capitale extra del 2,5%. In seconda fascia si son piazzate HSBC, Barclays, Morgan Stanley e Deutsche Bank (capitale extra del 2%).

La proposta della Commissione europea di aumentare i cuscinetti di capitale non è una novità assoluta ed era nell’aria. Varrà anche per le banche straniere che operano in Europa ed è in linea con un analogo apparato normativo in vigore negli Stati Uniti per le società di intermediazione finanziaria non americane. Significa che a colossi americani come JP Morgan, Goldman Sachs e Bank of America Merrill Lynch potrebbe essere chiesto di aumentare i livelli di capitale se vorranno continuare ad avere accesso ai mercati europei.

Oggi a Piazza Affari i titoli di Banca Carige sono stati sospesi dalle contrattazioni dopo che il titolo è sprofondato. Il ribasso teorico è del -4,8% al momento. Tutte le banche italiane attraversano per la verità una fase particolarmente difficile, per via della fragilità percepita del settore e dell’avvicinarsi dell’appuntamento con il referendum costituzionale del 4 dicembre.

Una vittoria del fronte del No alle riforme rischia di gettare l’Italia in una fase di instabilità politica, in un momento delicato per le banche. Mps e UniCredit stanno mettendo a punto e devono presentare in questi giorni piani di ricapitalizzazione e di smaltimento dei crediti deteriorati in portafoglio. Stamattina sono state sospese anche le azioni di Mps e di Pop Milano (segui live blog mercati).