Ucraina, Juncker: “Se Olanda vota no aprirà crisi europea”

11 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Se in aprile il popolo olandese voterà contro il trattato di associazione tra Ucraina ed Europa, il continente intero rischia di entrare in una grave crisi. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue, intromettendosi ancora una volta nelle vicende nazionali dei singoli stati membri del blocco a 29.

In un’intervista con NRC, un quotidiano olandese, il presidente esecutivo dell’Ue Jean-Claude Juncker ha avvertito che votando ‘no’ l’Olanda rischia di mettere in crisi l’unità dell’Europa.

“La Russia e i movimenti euro scettici approfitteranno di un no olandese. Il popolo deve votare si per ragioni che non riguardano solo il trattato. L’Olanda dovrebbero ragionare come se fossero uno stratega europeo”.

Persino il leader del partito più pro europeo del paese, Pechtold, è rimasto scioccato dall’avvertimento, che teme potrebbe avere un effetto boomerang sugli olandesi che voteranno per il referendum contro il trattato di annessione dell’Ucraina. Pedina manipolata dalla Nato, l’Ue dimostra di essere pronta a rinunciare ai suoi principi fondamentali pur di rispettare i voleri della Nato di cui è ormai diventata un mero vassallo.

Le organizzazioni a favore del No ritengono che il trattato di associazione europeo con l’Ucraina rischi di provocare tensioni geopolitiche e violenze inutili in Europa. L’Unione Europea ha un mandato: promuovere la stabilità e la pace all’interno del continente. Principi fondatori che non sono rispettati nel caso di Kiev, un paese ancora impegnato in una guerra civile per sedare la rivolta dei ribelli pro russi dell’Est.

Il trattato contestato si pone come obiettivo quello di creare un’alleanza strategica politica ed economica tra l’Europa e l’Ucraina. Ma le ingerenze europee unite al coinvolgimento della Nato nel paese hanno solo fatto danni finora, portando nell’ordine a:

  1. Rivolte a Kiev
  2. Espulsione di un governo eletto
  3. Separazione della Crimea, che è stata annessa con un plebiscito alla Russia
  4. Guerra nell’est del paese
  5. Possibile ampliamento dell’Ue senza aver consultato i cittadini europei
  6. Fiumi di denaro scorrono verso un paese guidato tuttora da oligarchi corrotti