Geopolitica pagina 4
Ogni volta che le tensioni geopolitiche tornano a salire in Medio Oriente, il dibattito pubblico si concentra su un numero preciso. Il 20%. Ovvero la quota di petrolio mondiale che attraversa lo Stretto di Hormuz, il passaggio che separa le coste iraniane dalla penisola arabica da cui transitano circa 20 milioni di barili al giorno.È
Strategie di difesa tra inflazione, materie prime e diversificazione mentre i tradizionali beni rifugio mostrano un comportamento meno prevedibile: la view degli analisti.
Sesto giorno del conflitto in Medio Oriente. La guerra in Iran prosegue. Tra le città finite nel mirino del regime iraniano c’è anche Dubai, futuristica e lussusosa meta di spicco degli Emirati Arabi Uniti. Oggi alle 18.30 una nuova puntata del format “What’s Next?”, a cura di Leopoldo Gasbarro, con: Giuliano Noci, ProRettore per la Cina del Politecnico di Milano, Coleman Kendall, Economista americano, Angelo Drusiani, Advisor e Fulvio Italiano, Ceo di Khansaheb Sustainability.
Energia e trasporti riaccendono i rischi inflazionistici. Ecco cosa farà, secondo Oxford Economics, la Banca centrale europea in questo nuovo scenario
Dal summit di Sydney il ceo di Goldman Sachs, David Solomon, si dice sorpreso dalla reazione “benigna” delle Borse al conflitto in Medio Oriente. Rischio inflazione più alta negli Usa e impatto dell’AI sugli impieghi white collar al centro dell’intervento.
Il conflitto in Iran prosegue, con la crescente instabilità geopolitica e l’intensificarsi degli scontri in Medio Oriente frenano i mercati finanziari. Male soprattutto le borse europee, che risentono anche delle preoccupazioni globali, con il petrolio e il gas al centro dell’attenzione. Oggi alle 18 una nuova puntata del format video “What’s Next?”, a cura di Leopoldo Gasbarro, in cui si parlerà di questi e tanti altri dei temi caldi della settimana sui mercati, con gli ospiti della trasmissione.
Dagli attacchi a infrastrutture chiave alla chiusura delle borse, cresce l’incertezza tra investitori e banche internazionali: la reputazione di hub stabile nel Golfo è ora in bilico.
Crisi energetica alle porte? L’escalation militare in Medio Oriente riporta al centro della scena lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale tra Oman e Iran e principale “collo di bottiglia” petrolifero globale.
Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Christine Lagarde, numero uno della BCE, avverte: le tensioni finanziarie diventeranno più frequenti alla luce del quadro geopolitico. La risposta passa dal rafforzamento internazionale dell’euro e da nuove linee di liquidità globali.
Secondo l’indagine di Bank of America, la maggior parte dei gestori sovrappesati in azioni non ha strumenti di protezione, mentre tensioni commerciali e conflitti internazionali spingono il rischio in cima alle preoccupazioni.