Geopolitica pagina 3
Dalla geopolitica ai portafogli: Blankfein, l’ex CEO di Goldman Sachs mette in guardia dalla compiacenza, e suggerisce difesa attiva. “Gli effetti della guerra dureranno anche con una soluzione immediata”
La de-escalation varata da Donald Trump sull’Iran ha riacceso la marcia dei mercati finanziari e fatto virare al ribasso il prezzo del petrolio. Proseguono i negoziati tra la Casa Bianca e la leadership iraniana, nella speranza di poter sbloccare quanto prima lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito delle materie prime energetiche. Giovedì 26 marzo, alle 16.00 una nuova puntata del format video “What’s Next?”, a cura di Leopoldo Gasbarro.
Crisi energetica, inflazione in rialzo e crescita debole: la chiusura dello Stretto di Hormuz pesa sull’Eurozona secondo Oxford Economics.
Rimbalzo dopo il crollo per l’oil, ma tensioni tra Stati Uniti e Iran, attacchi alle infrastrutture e nodo Hormuz tengono alta l’incertezza sui mercati energetici.
Secondo banchieri e consulenti finanziari, il conflitto in Medio Oriente dopo gli attacchi Usa-Israele contro Teheran potrebbe spingere decine di miliardi di dollari verso i gestori patrimoniali svizzeri
Il metallo rifugio non reagisce all’escalation: pesano dollaro forte e tassi elevati. Ma le banche restano bullish
Il conflitto in Iran non si arresta. I mercati continuano a girare in negativo, con gli scontri in Medio Oriente che bloccano il transito del petrolio e dannneggiano l’economia globale. Una minaccia di cui dovranno occuparsi anche le banche centrali, in vista dei meeting in programma la prossima settimana, col rischio inflazione in aumento. Oggi, venerdì 13 marzo, alle 19.00 una nuova puntata del format video “What’s Next?”, a cura di Leopoldo Gasbarro,
Se dall’Europa guardiamo ad oriente, finora ci sono stati essenzialmente tre principali centri finanziari internazionali: Dubai, Hong Kong e Singapore. Quanto a Dubai, negli ultimissimi anni ha vissuto quasi un secondo boom, superando le concorrenti grazie sia agli enormi investimenti americani e britannici, sia alla presenza dei data center delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, che
Le nuove previsioni economiche indicano una crescita moderata per l’Italia con PIL allo 0,7% e inflazione al 2,2%. Pesano le tensioni geopolitiche e l’incertezza sui prezzi dell’energia.
Sempre piĂą italiani hanno scelto Dubai per lavoro, imprese e opportunitĂ fiscali: tra salari competitivi, ambiente cosmopolita e collegamenti globali, la cittĂ diventa un hub strategico nel Medio Oriente.