Eurozona pagina 32
Secondo l’Ecofin il nostro paese rischia una deviazione significativa dal percorso.
Come era lecito attendersi la Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Ue, ha tagliato le stime sulla crescita economica dell’area euro. Nel 2018 ora le previsioni sono per un’espansione del PIL del 2,1% e non più del 2,3%. L’anno successivo la stima è per una variazione positiva del 2%. L’inflazione in Eurozona è vista all’1,7% quest’anno (da
“Il ministro dell’economia Tria ha assicurato che preparerà un bilancio 2019 con la volontà di rispettare le regole e confermare l’impegno nella zona euro“.È quanto ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, secondo cui nei confronti dell’Italia la Commissione, “ha applicato le regole in modo intelligente e serio, ci sarà una valutazione (delle politiche di bilancio del governo
Vice premier e ministro del lavoro corregge il tiro delle dichiarazione pronunciate dal responsabile degli Affari Europei sulla possibile “Italexit”: VIDEO
Il ministro delle Politiche comunitarie ha spiegato perché è meglio essere preparati all’improbabile: l’uscita dall’Euro, anche se non la vogliamo.
Gestione dei rischi di mercato va ripensata radicalmente: politiche monetarie e di bilancio non avranno la flessibilità che avevano in passato per stabilizzare una fase di frenata.
Economie Sud Europa sono bloccate in una trappola deflativa che ricorda quella del Giappone: o si arriva a unione di bilanci e politica totale o sarà la fine dell’euro.
Stime di crescita lente nel 2018 per l’area euro secondo le stime fornite da Ifo, Istat e Kof nell’Eurozone economic outlook.
Il miglioramento dell’economia della Germania è avvenuto a scapito del resto del mondo. All’Italia il premio Nobel dice: usate una moneta parallela o elettronica.
Una lettera a Confindustria firmata dal ministro Paolo Savona svela la strategia italiana nel percorso di riforma dell’Eurozona: serve politica di domanda.