Savona torna sul Piano B: “Dobbiamo prepararci al cigno nero”

10 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Finito sul banco degli imputati, durante la formazione del Governo Conte per le sue posizioni nei confronti dell’euro, il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, in una sessione congiunta delle commissioni parlamentari sulle politiche Ue, è tornato oggi sull’argomento, specificando che l’Italia deve essere “pronta a tutto”.

Questo, a suo dire, sarebbe il succo del famoso ‘piano B‘, quello dell’alternativa all’euro. Insomma, secondo l’accademico ed ex banchiere la verità è che sarebbe meglio “prepararsi” a una eventuale uscita dall’euro decisa da altri.

“Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri. Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza” ha spiegato Savona, aggiungendo: “Una delle mie case, Banca d’Italia, mi ha insegnato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo shock. La mia posizione del ‘piano B’, che ha alterato la conoscenza e l’interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento”.

Savona ha poi commentato l’impennata dello spread registrata a maggio, quando intorno al suo nome si avvitò la crisi istituzionale:

“Lo spread sarebbe salito a 250 punti perché in Italia hanno votato Lega e M5s? Alcuni hanno dato addirittura la colpa a me… sarei felice di governare lo spread, lo farei in senso opposto ma non coinvolgetemi in queste banalità sono banalità irrilevanti, io non rappresento nessuno”.

Il ministro ha infine annunciato un incontro con Mario Draghi, governatore della Bce:

“Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro. Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica”.

E proprio il rafforzamento dei poteri dell’Eurotower, ha sottolineato, è uno dei suoi principali obiettivi. In particolare, ha detto il ministro, la banca centrale europea dovrebbe avere “pieni poteri sul cambio” e “pieno e autonomo esercizio di prestatore di ultima istanza”, con uno statuto simile a quello di tutte le altre banche centrali.