Debito pubblico pagina 238
Se si guarda l’andamento del tasso di debito e deficit rispetto al Pil dal 1792 il risultato e’ impressionante. L’impatto dell’ultima crisi e’ equivalente a quello della Seconda Guerra Mondiale: GUARDA GRAFICO
Per David Owen, capo economista di Jefferies International ancora sei mesi di tempo e il conto per le follie del passato sarĂ saldato. SarĂ Roma a sorprendere di piĂą. Madrid invece capitolerĂ .
La situazione in Italia peggiora dal punto di vista reale, la gente si finanzia per versare l’Imu, non si pagano gli affitti, ci sono tanti disoccupati sia giovani che non. Che fare? Ecco le proposte di Daniel Graubardt, analista indipendente.
Invece di ricorrere alla dismissione di beni immobiliari, che si tradurrebbe in una svendita, due esperti tra cui un ex Goldman e Morgan Stanley, propongono la soluzione dei “leasehold” demaniali.
Altrimenti non si tiene il passo dei Bric. La Cancelliera in una lunga intervista al Financial Times: “Tutti noi dobbiamo smetterla di spendere di piĂą di quanto guadagniamo”. Ricetta: meno welfare e investimenti in ricerca, educazione e una “rivoluzione” del sistema fiscale e del mercato del lavoro per rilanciare la competitivitĂ .
In bar, ristoranti e negozi uno scontrino su tre è irregolare. Recuperati solo 900 milioni. Scoperti 7.500 evasori totali. Missione quasi impossibile quella di mettere le mani sui soldi trasferiti all’estero.
Redditi e lavoro? Tornati a 18 anni fa. Il presidente dell’Istat Giovannini: “A metĂ 2013 un ritorno a segni positivi del Pil, ma con lo zero davanti. “Giovani choosy? No, molti cercano lavoro ed è un brutto segnale come dicono i dati sulla povertĂ ”.
Lamentele dall’industria che vale piĂą di $2.000 miliardi: troppe regole e costi in crescita. Intanto i numeri parlano chiaro: i fondi registrano un trend peggiore rispetto ai mercati per il terzo anno consecutivo.
Debito pubblico italiano a 2.014 miliardi: il valore più alto mai registrato, 126,4% del Pil. Ogni famiglia ha oltre 82mila euro di debito. Con il governo tecnico è aumentato, stangate non sono servite.
La stampa italiana e’ completamente narcotizzata. Gli stati di sono indebitati per salvare le banche che hanno causato la crisi. Leggi opinione dell’economista Mario Pianta e messaggio dell’utente nukios.