Borse pagina 308
Ray Diallo di Bridgewater si spinge fino ad affermare che si fida di piĂą dell’operato delle autoritĂ cinesi piuttosto che delle azioni di leader banche centrali di Europa e Usa.
Intanto a Piazza Affari il titolo guadagna il + 2,05%
Si riaccenda guerra dei prezzi. I futures sul Brent erano arrivati a guadagnare anche il 5% stamani. Ma poi i rialzi sono stati completamente azzerati.
In un mercato altamente volatile, le opportunità di guadagno iniziano a presentarsi, ma solo chi ha i nervi saldi è in grado di approfittarne al momento giusto.
E’ l’opinione di Kornelius Purps, strategist di UniCredit, secondo il quale il calo del greggio dara’ una spinta alle obbligazioni a causa delle pressioni al ribasso sull’inflazione.
Le sanzioni economiche occidentali contro Teheran potrebbero essere definitivamente eliminate e l’Iran inonderebbe il mercato di altri milioni di barili di petrolio.
Il listino crolla oltre -3%, estendendo le perdite da dicembre a -21%. Si teme volatilitĂ yuan. Ma ci sono anche altri fattori che spaventano gli investitori.
L’analisi di Alessandro Fugnoli (Kairos). “La veritĂ sul petrolio e’ un’altra…”
Da crisi 2008 banche centrali hanno alimentato bolla debiti: supera i $100 mila miliardi. Senza contare i derivati, pari a sette volte il Pil mondiale.
Ue vuole imporre restrizioni e limiti severi, ma non è detto che ottengano gli effetti sperati e non saranno probabilmente introdotti prima del 2018.