Petrolio buca ancora $30. Materie prime: minimi 25 anni

15 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Durante la riunione odierna a Vienna l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) potrebbe pubblicare l’atteso rapport soul comportamento dell’Iran in merito al suo programma nucleare.

A quel punto le sanzioni economiche occidentali contro Teheran potrebbero essere definitivamente eliminate e la Repubblica Islamica tornerebbe a inondare il mercato di barili di petrolio. Le esportazioni sono già impostate per toccare i massimi di nove mesi a gennaio, a quota 1,1 milioni di barili al giorno.

Commerzbank sottolinea che sebbene è da tempo che si prevede che l’offerta di greggio salga, dopo i crolli degli ultimi mesi gli operatori di mercato sono diventati molto sensibili a qualunque notizia sul petrolio .

“Il sentiment attuale dovrebbe contribuire a spingere ulteriormente in ribasso i prezzi”.

Gli analisti della banca tedesca hanno abbassato le stime sui prezzi del greggio a 50 dollari al barile per il contratto sul Brent a fine anno, in calo dai $63 stimati in precedenza.

Sui mercati il future sul Brent londinese è calato a 29,46 dollari al barile, valore che corrisponde ai minimi di 12 anni.

L’indice delle commodity di Bloomberg intanto è sceso sui livelli più bassi da quando l’agenzia ha iniziato ad archiviare i dati, ovvero nel 1991, 25 anni fa.