Europa, boom del trading oscuro: giro di vite in arrivo

14 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Anonime e non regolamentate: le transazioni finanziarie effettuate nelle ‘dark pool’ sono in costante e netta crescita in Europa, più delle attività di trading nei mercati controllati dalle autorità. L’allarme viene dal broker Investment Technology Group, che osserva come la campagna delle autorità di controllo per ridurre tali pratiche “oscure” non stia avendo gli effetti sperati.

Le dark pool, come vengono chiamate in inglese, hanno registrato un balzo del 45% nel valore scambiato l’anno scorso. In queste piattaforme “oscure” non vengono nemmeno mostrati i prezzi degli asset prima che venga effettuata la transazioni.

Le piattaforme non regolamentate stanno registrando una crescita dell’interesse e delle attività di trading nonostante il giro di vita imposto dalle autorità dell’Unione Europea. Le restrizioni saranno più severe, ma non è detto che ottengano gli effetti sperati e non saranno probabilmente introdotte prima del 2018.

Se le dark pool continuano ad attirare una grande fetta delle transazioni di Borsa, il rischio è che i mercati regolamentati diventino meno efficienti e i prezzi dei titoli di Borsa meno precisi. Negli Stati Uniti le autorità hanno multato diversi operatori del settore “oscuro”, tra cui lo stesso gruppo ITG, per violazione delle norme di regolamentazione di mercato.

“È il proseguimento di un trend che vediamo in atto da quando queste piattaforme sono state lanciate per la prima volta”, circa venti anni fa, ha detto a Bloomberg Rob Boardman, amministratore delegato del braccio europeo di ITG. “La liquidità nelle ‘dark pool’ offre un valore significativo per chi compra. Ci aspettiamo che la domanda cresca ancora”.

Cosa sono le dark pool: il lato oscuro della finanza

Letteralmente “piscine oscure”, sono piattaforme di trading non regolamentate dove le transazioni avvengono in maniera completamente anonima e dove le negoziazioni non sono rintracciabili. Nel 2005 rappresentavano il 5% delle attività di scambio finanziarie nel mondo. Circa cinque anni dopo sono salite al 10%.

In Europa cinque anni fa rappresentavano solo il 2,7% delle transazioni complessive. L’anno scorso sono salite al 6,6% del totale, contro il 5,7% del 2014, secondo i dati forniti dal gruppo Fidessa e citati da Bloomberg.

Per mettere un freno al fenomeno, l’UE introdurrà un limite all’ammontare di scambi “oscuri” su un titolo azionario, nell’ambito di un nuovo pacchetto di norme che andrà sotto il nome di MiFID II. Alle piattaforme non regolamentate sarà concesso di gestire al massimo il 4% delle transazioni complessive effettuate su un singolo titolo. Le transazioni non dovranno superare l’8% del volume di un asset di Borsa. Sfondare tale soglia porterà alla sospensione immediata delle negoziazioni.

 

Come ha spiegato a Morningstar  Barbara Alemanni, docente di Intermediari finanziari dell’Università di Genova e della SDA Bocconi di Milano si tratta per l’esattezza di “meccanismi di negoziazione di strumenti finanziari che fruiscono di scarsa trasparenza”.